Permessi legge 104/92: Patrigno e matrigna, con figliastri, possono fruire dei permessi

Enza – vorrei gentilmente avere il vs. parere a proposito di un quesito posto stamattina alla ns. segreteria scolastica da un docente. Premesso che – ai sensi dell’art. 78 c.c. –  “l’affinita’ e’ il vincolo tra un coniuge e i parenti dell’altro coniuge”, e’ possibile accedere ai benefici previsti dalla L. 104/92 per assistere la matrigna in condizioni di disabilita’? Confido nel vs. aiuto e ringrazio per i vs. preziosi pareri.

Paolo Pizzo – Gentilissima Enza,

la legittimazione alla fruizione dei permessi per assistere una persona in situazione di handicap grave spetta al coniuge e ai parenti ed affini entro il secondo grado. Rispetto alla normativa previgente, la nuova disposizione da un lato ha menzionato espressamente il coniuge tra i lavoratori titolari della prerogativa, dall’altro ha posto la limitazione dei parenti ed affini entro il secondo grado.

Data la regola generale, la legge ha però previsto un’eccezione per i casi in cui i genitori o il coniuge della persona da assistere abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti. In queste ipotesi, stimando eccessivamente onerosa o impossibile l’opera di assistenza a causa dell’età non più giovane o della patologia del famigliare, la legge prevede la possibilità di estendere la legittimazione alla titolarità dei permessi anche ai parenti e agli affini entro il terzo grado.

Detto questo, come correttamente evidenziato nel quesito il rapporto di parentela e quello di affinità sono definiti dal codice civile (art. 74 c.c.: “La parentela è il vincolo tra le persone che discendono da uno stesso stipite”; art. 78 c.c.: “L’affinità è il vincolo tra un coniuge e i parenti dell’altro coniuge”).

In base alla legge:

  • sono parenti di primo grado: genitori, figli naturali, adottati o affiliati;
  • sono parenti di secondo grado: nonni, fratelli, sorelle, nipoti (figli dei figli);
  • sono parenti di terzo grado: bisnonni, zii, nipoti (figli di fratelli e/o sorelle), pronipoti in linea retta.
  • sono affini di primo grado: suocero/a, nuora, genero;
  • sono affini di secondo grado: cognati (non sono affini il coniuge del cognato ovvero i cognati e le cognate di mia moglie; né sono affini tra loro i mariti di due sorelle);
  • sono affini di terzo grado: moglie dello zio, il marito della zia, la moglie del nipote e il marito della nipote.

Patrigno e matrigna, con figliastri, rientrano tra gli affini di I grado.

Pertanto sono legittimati a fruire dei permessi in parola.

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