Congedo parentale al 30% o senza retribuzione è valido ai fini del punteggio. Chiarimenti.

Anna  – sono una docente precaria con contratto fino al 30 Giugno. A dicembre per motivi familiari dovrò assentarmi da scuola per una settimana ed avendo una bimba di quasi 4 anni ricorrerò all’astensione facoltativa. Due domande: per percepire in quei giorni il 30% dello stipendio devo considerare il mio reddito presunto lordo del 2014 (so che deve risultare inferiore a 16.000 euro)? Nel caso in cui non dovessi aver diritto al trattamento economico la segreteria mi ha informata che si interromperà il servizio perchè non vengono versati i contributi. Io credo che non sia così ma non sono riuscita a trovare conferma di ciò. Mi potresti cortesemente fornire riferimenti precisi? Grazie infinite, un caro saluto .

Paolo Pizzo – Gentilissima Anna,

dal giorno successivo al compimento del terzo compleanno e fino agli otto anni (compreso il giorno dell’ottavo compleanno), fermo restando la retribuzione per intero per i primi 30 giorni, qualora non siano stati fruiti nei primi 3 anni di vita del bambino, il congedo parentale per qualunque periodo residuo o gli eventuali ulteriori periodi eccedenti i 6 mesi (fino ad un massimo di 10 o 11 mesi previsti dalla legge), comunque computati nell’anzianità di servizio ma che comportano la riduzione delle ferie e della tredicesima mensilità, sono remunerati solo con l’indennità del 30% della retribuzione a condizione che il reddito individuale dell’interessato sia inferiore a 2,5 volte l’importo del trattamento minimo di pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria.

Il reddito è determinato secondo i criteri previsti in materia di limiti reddituali per l’integrazione al minimo. Per l’anno 2014 è pari a 16.294,85, circolare INPS 44/2014, in caso contrario non sono retribuiti.

In tal caso il dipendente dovrà rendere una dichiarazione ai sensi del D.P.R. n. 445 del 2000 nella quale attesti, sotto la sua responsabilità, che il reddito imponibile percepito nell’anno di riferimento non superi il predetto limite. Nessuna indennità se si supera il limite reddituale.

Per calcolare l’indennità del 30% si prende in considerazione la retribuzione del periodo mensile scaduto e immediatamente precedente ogni periodo di astensione richiesto, anche in via frazionata.

Pertanto, va dichiarato il reddito individuale presunto riferito all’anno in corso, con necessità di dichiarazione definitiva, ai fini degli eventuali conguagli, alla scadenza dei termini per la denuncia dei redditi.

Per reddito individuale del dipendente si intende il reddito lordo imputabile esclusivamente al dipendente che usufruisce del congedo, escludendo il reddito degli altri componenti la famiglia, e comprensivo di tutte le fonti di reddito ad esclusione della prima casa, del TFR e delle relative anticipazioni, di emolumenti arretrati soggetti a tassazione separata, di redditi esenti o già tassati alla fonte.

Il reddito si intende al lordo di qualsiasi detrazione (oneri deducibili) e al netto dei contributi previdenziali ed assistenziali.

I periodi di congedo parentale che danno diritto al trattamento economico sono coperti da contribuzione figurativa.

Gli eventuali periodi fruiti senza diritto a trattamento economico sono coperti contribuzione figurativa fino al 200% dell’assegno sociale INPS con possibilità di integrazione volontaria per la parte di retribuzione eccedente.

Si precisa, per la scuola, che i periodi di congedo parentale parzialmente retribuiti o non retribuiti sono validi ai fini del punteggio per tutte le graduatorie in quanto si computano nell’anzianità di servizio, mentre riducono le ferie e la tredicesima mensilità (art. 34/5 del T.U. 151/01).

 

 

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