Docente con completamento orario: abbandono di una delle due supplenze. Quali sanzioni?

Scuola – Sono il primo collaboratore del DS e la interpello per una questione normativa relativa all’abbandono di una supplenza. Un nostro docente a tempo determinato ha 9 ore di lettere con contratto conferito da graduatoria di istituto. Ha nel contempo altre 9 ore con altra scuola che sono state conferite precedentemente alle nostre. Tale docente ci comunica che ha abbandonato la supplenza con l’altra scuola in quanto ha voluto, per problemi personali, mantenere solo le ore qui da noi. Ora, leggendo il Regolamento delle supplenze (art. 8) non è chiaro se l’abbandono della supplenza nell’altra scuola abbia delle ricadute anche su quella in corso, in quanto l’art. (almeno come lo interpretiamo noi) sembra riferirsi ad una sanzione per eventuali supplenze future all’abbandono e non per altre in corso. Pertanto si chiede: l’abbandono della supplenza nell’altra scuola (trattasi quindi di convocazione autonoma da parte della scuola X), qualora non giustificata, ha delle ripercussioni su quella in corso nella nostra scuola Y?Sicuro di una risposta. Distinti saluti.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

l’art. 8 del DM 131/07 dispone che l’abbandono del servizio comporta la perdita della possibilità di conseguire supplenze, conferite sulla base delle graduatorie di circolo e di istituto, per tutte le graduatorie di insegnamento.

Il comma 4 dello stesso articolo precisa che tale sanzione non si applica o viene revocata se per giustificato motivo documentato.

Detto questo, nell’articolo non vi è nessun accenno ad eventuali altre supplenze già in corso, ma solo della non “possibilità” di poter stipulare nuove supplenze.

Non solo.

L’art. 1 comma 7 dello stesso decreto dispone che Il conferimento delle supplenze si attua mediante la stipula di contratti di lavoro a tempo determinato, sottoscritti dal dirigente scolastico e dal docente interessato, che hanno effetti esclusivi dal giorno dell’assunzione.

Mentre il CCNL/2007 a proposito del contratto, all’art. 25, precisa:

I rapporti INDIVIDUALI di lavoro a tempo indeterminato o determinato del personale docente ed educativo degli istituti e scuole statali di ogni ordine e grado, sono costituiti e regolati da contratti INDIVIDUALI, nel rispetto delle disposizioni di legge, della normativa comunitaria e del contratto collettivo nazionale vigente.

Nel contratto di lavoro individuale, per il quale è richiesta la forma scritta, sono, comunque, indicati:

  1. a) tipologia del rapporto di lavoro;
  2. b) data di inizio del rapporto di lavoro;
  3. c) data di cessazione del rapporto di lavoro per il personale a tempo determinato;
  4. d) qualifica di inquadramento professionale e livello retributivo iniziale;
  5. e) compiti e mansioni corrispondenti alla qualifica di assunzione;
  6. f) durata del periodo di prova, per il personale a tempo indeterminato;
  7. g) sede di prima destinazione, ancorché provvisoria, dell’attività lavorativa.

Il contratto INDIVIDUALE SPECIFICA LE CAUSE CHE NE COSTITUISCONO CONDIZIONI RISOLUTIVE e specifica, altresì, che il rapporto di lavoro è regolato dalla disciplina del presente CCNL. E’ COMUNQUE CAUSA DI RISOLUZIONE DEL CONTRATTO L’ANNULLAMENTO DELLA PROCEDURA DI RECLUTAMENTO CHE NE COSTITUISCE IL PRESUPPOSTO.

Richiamata la normativa in materia si ritiene che i due contratti stipulati dal docente siano distinti in quanto appartenenti infatti a due distinte scuole con contratti individuali differenti e firmati con due  dirigenti diversi, pertanto l’abbandono dell’uno non può avere ripercussioni sull’altro. Non si tratta neanche di una COE (cattedra oraria esterna ma riferita ad un’unica supplenza).

In poche parole l’abbandono senza giustificato motivo della prima supplenza non può avere ripercussioni su quella in corso in quanto la sanzione di cui all’art. 8 non menziona eventuali altre supplenze già in atto, né tanto meno i contratti stipulati prevedono una clausola di rescissione in tal senso.

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