Riduzione oraria per allattamento: è possibile cumulare le ore in un solo giorno? Chiarimenti per la scuola

Scuola – mi rivolgo a lei per avere un chiarimento: una docente a tempo determinato ha un incarico di 9 ore ed ha presentato un orario distribuito in 2 giorni la settimana, cumulando le tre ore di allattamento in un unico giorno. E’corretto procedere in questo modo?  Certa di una sua risposta le invio cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

ai sensi dell’art. 39 del Capo VI del D. Lgs. n. 151/2001 e successive modificazioni, il permesso, per la lavoratrice madre, è subordinato esclusivamente all’orario di lavoro giornaliero contrattualmente stabilito e non settimanale e le ore di riposo devono essere così ripartite:

  • Se la giornata di lavoro è pari o superiore a 6 ore il riposo sarà di 2 ore (anche cumulabili);
  • Se la giornata di lavoro è inferiore a 6 ore il riposo è di 1 ora.

Abbiamo più volte detto nel servizio consulenza e nelle guide sull’argomento, che se è vero che di norma non sia possibile cumulare più ore di riduzione nello stesso giorno, cioè svolgere le ore che rimangano in 3 o 4 giorni, perché appunto la legge parla espressamente di riduzione sull’orario giornaliero e non settimanale, è anche vero che la scuola non è come gli altri comparti pubblici o come le aziende private, sicché ci potrebbero essere dei casi in cui il cumulo dei permessi in un uno o più giorni possa essere autorizzato.

Ad esempio ci possono essere dei casi in cui le esigenze didattiche (es. il numero della classi in cui insegna il docente) o più semplicemente l’adattamento dell’orario non consentano una riduzione giornaliera, oppure, come è giusto che sia, la scuola per esigenze di nomina del supplente o ancora per venire incontro alle esigenze del dipendente applichi un cumulo delle ore in uno, due o tre giorni la settimana.

In questo caso si potrebbe anche applicare una proporzione: se con 18 ore settimanali la distribuzione è  su  almeno 5 giorni  (art.  28/5  del  contratto scuola), con 13 ore settimanali la distribuzione dovrebbe essere almeno su 4 giorni (13 x 5:18=3,6).

Stessa proporzione può essere applicata agli spezzoni orari.

L’importante è che comunque si salvaguardi l’unicità d’insegnamento come affermato dal Ministero (Telex n. 278/1985).

Mi viene infatti da concludere che per il comparto Scuola (soprattutto per la scuola primaria e secondaria) non può esistere una “rigida” distribuzione delle ore al supplente o prevedere per forza le ore a disposizione del titolare o altre soluzioni date “certe”. Dipende infatti dall’articolazione dell’orario degli insegnanti e soprattutto dal fatto che è necessario mantenere l’unicità d’insegnamento.

Non a caso la Circolare Ministeriale 1 dicembre 1980 n. prot. 2210 prevedeva l’autorizzazione ai riposi con l’accortezza che non “dia luogo ad eventuali fenomeni di <<frantumazione delle cattedre>>, che, qualora si verificassero, contrasterebbero fortemente con ogni considerazione di opportunità funzionale e di efficienza didattica”.

Pertanto, a parere di chi scrive la riduzione oraria come prospettata nel quesito non è vietata in assoluto, sarà infatti il dirigente scolastico che dovrà adottare insieme al dipendente richiedente i permessi le soluzioni migliori nel rispetto della normativa salvaguardando anche il diritto allo studio degli allievi e la soluzione più facile per la nomina di un supplente.

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