Congedo parentale interrotto da malattia bambino e inopportuna email del dirigente

Clara – Buongiorno, sono una maestra di scuola primaria. Ho una bimba di 33 mesi e un’altra di 7 mesi, sto usufruendo del congedo parentale dal 15 settembre al 20 dicembre per la figlia più piccola. Lunedì la pediatra a seguito della malattia della prima figlia mi ha dato 6 gg di malattia. Avvalendomi della normativa ho richiesto per scritto la sospensione del congedo parentale per usufruire dei gg di malattia dell’altra figlia, terminata la malattia il congedo riprenderà. La segreteria molto scocciata mi ha detto che riferirà al Ds, ora il Ds via mail mi ha scritto che prende atto della mia comunicazione ma mi invita a tenere presente che la segreteria lavora per tutta la scuola e non solo per me. Comprendo il disagio recato a livello di pratiche burocratiche, ma la mia richiesta è legittima giusto? Ho letto le circolari dell inps e del ministero, le discussioni sul vostro forum e mi pare di avere agito in maniera corretta. Tanto più che la malattia è dell’altra figlia non di quella per cui sono in maternità.  Spero di cuore in una sua risposta.  Grazie e cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima Clara,

è possibile fruire dell’assenza per motivi di salute con conseguente interruzione del congedo parentale, dietro presentazione di certificazione medica  ed eventuale controllo da parte della scuola di servizio.

L’INPS, con circolare n. 8/2003, ha avuto modo di chiarire che:

L’assenza dal lavoro per cause (come il congedo parentale) legate non ad una “sospensione” del rapporto di lavoro ma ad una semplice inesigibilità della relativa prestazione lavorativa non configura, agli effetti erogativi della indennità di malattia, una sospensione del rapporto di lavoro.

Per quanto riguarda il diritto al congedo parentale, si precisa che anche i periodi di malattia indennizzati o indennizzabili, che si verifichino durante il congedo parentale, devono essere considerati neutri ai fini del complessivo periodo di congedo parentale spettante.

Terminata la malattia, quindi, la fruizione del congedo parentale, salvo diverse indicazioni e comunicazioni del genitore interessato, può riprendere.

Ai fini del calcolo del periodo massimo di congedo parentale (6 mesi per la madre, 7 mesi per il padre, 11 mesi fra i due genitori), durante il quale si siano verificati periodi di malattia, vanno tenute presenti le indicazioni fornite per i casi in cui frazioni di congedo siano intervallate da ferie (v. circ. n. 82/2001, punto 1, ultimo capoverso).

Pertanto, ad esempio, se la malattia è iniziata il lunedì immediatamente successivo al venerdì del congedo parentale, ed è terminata il venerdì immediatamente precedente il lunedì in cui è ripreso il congedo, le domeniche ed i sabati della settimana corta, cadenti subito prima e subito dopo la malattia, devono essere conteggiati come giorni di congedo parentale.

Detto questo, tali congedi (parentale e malattia bambino) sono dei diritti potestativi che non possono essere negati né ostacolati.

Ricordiamo che ai sensi degli artt. 38, 46 e 52 del D. Lgs. n. 151/2001, non solo l’inosservanza dell’obbligo di concessione del congedo parentale, dei permessi per malattia del figlio e dei  riposi giornalieri, è punito con una sanzione amministrativa da euro 516 a euro 2.582, ma anche quello di opposizione o l’ostacolo all’esercizio dei diritti di assenza dal lavoro.

In conclusione, hai agito nell’unico modo previsto e peraltro correttamente.

Per tale  motivo l’email del dirigente non solo è inopportuna ma se dovesse ripetersi potrebbe configurarsi nell’ipotesi di ostacolo alla fruizione del diritto dei congedi in parola e dovrà quindi essere segnalata ai sindacati e all’ATP di competenza.

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