Quando l’alunno chiede di avere un altro insegnante di sostegno

Franco – Gent.ma Lalla, sono un insegnante di sostegno di scuola secondaria di primo grado (con incarico fino al 30 giugno) e sto seguendo un caso molto particolare, anche perchè l’alunno non ha mai accettato la mia presenza, continuando ad invocare invece la "continuità", se così possiamo dire, con il docente (di ruolo) cui era stato affidato all’inizio dell’anno scolastico in corso, prima della mia nomina. Ho chiesto, viste le ripetute insistenze da parte del ragazzo, se era possibile un cambiamento di classe, ma sia il dirigente che il collega interessato hanno opposto alla mia richiesta verbale sia motivi di ordine "burocratico" (graduatoria interna d’istituto) che di continuità didattica con gli alunni che il collega sta seguendo.

Il caso in questione, però, è abbastanza grave, trattandosi di un ragazzo il cui disturbo non consente di prevedere i suoi comportamenti aggressivi e violenti diretti sia verso i coetanei che verso gli adulti. E’ pericoloso per la sua e l’altrui incolumità e molte sono le situazioni sofferte dall’intera comunità scolastica a causa del suo comportamento. Ora, pur considerando il diritto alla continuità didattica degli alunni seguiti dal collega, rimane indubbio il fatto che il disturbo di cui l’alunno soffre pone in primo piano l’urgenza che lo si affidi ad un docente con il quale egli stesso chiede di relazionarsi e verso il quale non ha, finora, manifestato alcuna ostilità.

Credo sia evidente come, di fronte ad una questione pedagogica, sia opportuno che la scuola si mostri disponibile, soprattutto quando il controllo e la guida di un allievo in situazione di handicap risultano particolarmente difficoltosi, come in questo caso.

A questo punto le mie domande sono le seguenti:

1) E’ legittimo che la mia proposta sia stata bocciata e, direi pure, stroncata sul nascere, senza alcuna discussione nel merito?

2) I criteri di assegnazione del caso devono unicamente riferirsi ai meccanismo di precedenza dalle graduatorie interne d’istituto, (tra l’altro creando evidenti disparità tra docenti di ruolo e docenti precari) piuttosto che a motivi di tutela di sicurezza, della salute, dell’incolumità fisica delle persone e della serenità nello svolgimento delle attività didattiche?

3) Nel caso in cui la mia richiesta sia stata legittima, a quale normativa specifica potrei riferirmi?

4) Se, nonostante i miei sforzi, è l’alunno con handicap a percepire un docente come guida piuttosto che un altro, potrei io stesso essere bollato come "incompetente" ed "incapace" per non essere riuscito, finora, ad instaurare un rapporto proficuo con il ragazzo?

Maria Vitale Merlo – La richiesta di sostituzione di un docente deve partire dalla famiglia che ne chiede il cambio motivando tale decisione. Nel caso in cui Il Dirigente prendesse in considerazione la richiesta dei genitori, dovrebbe convocare le famiglie degli altri alunni coinvolti e tutti dovrebbero essere disponibili ed accettare la nuova situazione. Non ritengo che questa strada sia percorribile perché, sempre da quanto leggo, non esistono i “gravi e comprovati motivi” che potrebbero giustificare l’interruzione di continuità didattica ad anno avviato, ma solo il “desiderio” dell’alunno con disabilità …

In merito al secondo quesito: ad inizio anno il Ds procede all’assegnazione dei docenti alle classi, salvaguardando la continuità didattica ove possibile. Per i nuovi docenti valuta una serie di variabili e quindi assegna il docente alla classe. Non mi stupisce la disparità di trattamento tra le due categorie di docenti (anche se non la condivido), penso che chi è di ruolo dovrebbe avere casi per cui è importante la continuità didattica. Ci sono patologie che richiedono mesi prima che si riesca ad entrare in empatia e quindi stabilire un contatto tra alunno/ docente fondamentale per intraprendere un percorso condiviso e appena ciò accade, l’anno è finito e chi arriva deve ricominciare tutto da capo.

In questo caso specifico, il docente deve trovare il modo di stabilire un contatto con l’alunno, determinante si rivela l’apporto della famiglia.

In ciò che ho letto, la famiglia mi sembra non comparire completamente, quando invece è interlocutrice preziosa per consentire al docente di intraprendere un percorso con il proprio figlio. Mi chiedo perché l’alunno non è ostile con l’altro docente. Forse ….Semplicemente perché non è il suo docente!!! (questa è solo una mia supposizione!)

Ho la sensazione che il ragazzo stia un po’ approfittando di questa situazione. Convoca la famiglia a scuola, esponi i problemi che riguardano il figlio ed insieme trovate una soluzione.

Infine, ritengo che, se esistono problemi comportamentali seri , sia indispensabile convocare il GLHO alla presenza dell’equipe di neuropsichiatria e con loro valutare come intervenire. Non penso che un cambio di docente risolverà i problemi di questo alunno.

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