Supplenza ATA. Accettazione in caso di astensione obbligatoria

Benedetta – Vi prego di rispondere a questo mio quesito dal momento che per me è una necessità che potrebbe una volta tanto essere una buona opportunità. Sono al settimo mese di gravidanza e da qualche tempo ricevo chiamate dalla scuola come collaboratrice scolastica, ma per un solo giorno ed io rifiuto per il mio pancione. Qualcuno mi ha detto che ho bruciato una buona opportunità perchè avrei potuto avere la maternità visto che da questo mese stò in astensione obbligatoria. VI prego aiutatemi a capire se questa cosa è vera e cosa devo fare. Non sono iscritta a un sindacato e non so a chi rivolgermi. In attesa e fiducioso in un riscontro vi ringrazio di cuore.

di Giovanni Calandrino – Gentilissima Benedetta, in riferimento agli artt. 16 e 17 del D.Lgs. 151/2001:

È vietato adibire al lavoro le donne:
a) durante i due mesi precedenti la data presunta del parto, salvo quanto previsto all’articolo 20;
b) ove il parto avvenga oltre tale data, per il periodo intercorrente tra la data presunta e la data effettiva del parto;
c) durante i tre mesi dopo il parto, salvo quanto previsto all’articolo 204;
d) durante gli ulteriori giorni non goduti prima del parto, qualora il parto avvenga in data anticipata rispetto a quella presunta. Tali giorni sono aggiunti al periodo di congedo di maternità dopo il parto.

Il divieto è anticipato a tre mesi dalla data presunta del parto quando le lavoratrici sono occupate in lavori che, in relazione all’avanzato stato di gravidanza, siano da ritenersi gravosi o pregiudizievoli. Tali lavori sono determinati con propri decreti dal Ministro per il lavoro e la previdenza sociale, sentite le organizzazioni sindacali nazionali maggiormente rappresentative.

Fino all’emanazione del primo decreto ministeriale, l’anticipazione del divieto di lavoro è disposta dal servizio ispettivo del Ministero del lavoro, competente per territorio…
… L’astensione dal lavoro di cui alle lettere b) e c) del comma 2 può essere disposta dal servizio ispettivo del Ministero del lavoro, d’ufficio o su istanza della lavoratrice, qualora nel corso della propria attività di vigilanza constati l’esistenza delle condizioni che danno luogo all’astensione medesima.

Quindi, indipendentemente dalle modalità di assunzione, l’instaurazione del rapporto di lavoro deve intendersi realizzata con la semplice accettazione della nomina senza obbligo di assumere servizio.

Pertanto il personale supplente che, al momento del conferimento della supplenza, si trovi in congedo di maternità o in interdizione per gravi complicanze della gestazione, successivamente all’accettazione della nomina vedrà valutato tutto il periodo di astensione dal lavoro sia ai fini giuridici che ai fini economici nei termini della durata del rapporto di lavoro e al trattamento economico intero per tutta la durata del rapporto di lavoro.

Il rapporto di lavoro si perfeziona con la semplice accettazione della nomina, senza obbligo da parte del personale in congedo di maternità o in interdizione di assumere servizio.

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