I ricorsi e il rispetto della legge

Giuseppe – Ho letto il Vs. articolo “Concorso insegnanti valido anche per laureati dopo 2001/2002. Sentenza TAR” Leggendo l’articolo ho pensato di essere stato e di essere tuttora uno S… STUPITO.

Laureato nel 2008 non presentai nel rispetto di quanto previsto dal bando – prescritta abilitazione – la domanda di partecipazione al concorso.

Va da se che questa sentenza non premia quelli che pensano che la Legge vada rispettata. Conviene sempre provarci.

Eppure all’epoca nessuno (Giuristi, Tecnocrati, Sindacati, Organi di informazione ….) sollevarono alcun problema.

Ora questa sentenza sembra fare giustizia ma paradossalmente conferma che forse non conviene rispettare la Legge:

Bisognava avere il coraggio di affermare che era necessario bandire un nuovo concorso aperto a tutti quei giovani, che rispettosi della legge, all’epoca non presentarono domanda di partecipazione. Ma questa sarebbe un’altra Nazione.

Lalla – gent.mo Giuseppe, se si è arrivati all’emanazione di una sentenza (non è neanche la prima) vuol dire che ci sono stati dei colleghi che hanno presentato ricorso, vuol dire che si sono rivolti ad un avvocato, o come nel caso che hai indicato ad un sindacato.

Pertanto il problema è stato sicuramente sollevato (puoi effettivamente dire di aver raccolto tutte le informazioni necessarie al tempo dell’emanazione del bando)?

Proporre un ricorso inoltre – giuridicamente -non vuol dire non rispettare la legge. Chi ha partecipato al concorso con riserva lo ha fatto perchè un TAR ha concesso una istanza cautelare, chi adesso la scioglie è perchè il TAR ha deciso che gli elementi messi in rilievo sono degni di essere accolti. Tutto nell’ambito della normativa e della giurisprudenza italiana.

Chi non ha promosso il ricorso non ha rispettato la legge, nel senso che intendi tu, ma ha accettato i termini in esso contenuti, ritenendoli validi.

I ricorsi hanno valore individuale, pertanto il risvolto positivo sarà solo per coloro che presentarono ricorso e, tra costoro, solo per coloro che hanno superato le prove e sono collocati con riserva nelle graduatorie di merito.

Mi risulta poco comprensibile invece la soluzione da te proposta ” Bisognava avere il coraggio di affermare che era necessario bandire un nuovo concorso aperto a tutti quei giovani, che rispettosi della legge, all’epoca non presentarono domanda di partecipazione”

Quando il Ministero avrebbe dovuto affermare ciò, se i ricorsi sono stati vinti successivamente all’espletamento del concorso stesso? Tra l’altro, come detto, è un modo non corretto di vedere le cose dire che chi ha proposto ricorso non abbia rispettato la legge. I colleghi hanno esercitato il loro diritto al ricorso: avrebbero potuto perdere, in questo caso hanno vinto (sinceramente non so se ci saranno altri gradi di appello, ma al momento la sentenza è esecutiva).

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