Permessi per l’assistenza a più persone disabili in situazione di gravità. Chiarimenti

Laura  – Salve,sto usufruendo dei permessi l.104/92 comma 3 art. 3, per entrambe i miei genitori. Ho dovuto presentare (anno 2011) i certificati che attestano l’impossibilità da parte dei miei fratelli di occuparsi dei nostri genitori. Dal 1.1.2015 uno dei miei fratelli andrà in pensione all’età di 63 anni. Le chiedo cortesemente se potrò ancora usufruire del cumulo. In sostanza: se è certo che per assistere un disabile non occorre giustificare l’impossibilità di altri a prendersene cura, nel caso di richiesta dei benefici per due disabili è necessario?Grazie mille e distinti saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima Laura,

Ai sensi delle circolari INPS, 6 marzo 2012, n. 32 e del Dipartimento Funzione Pubblica, 3 febbraio 2012, n. 1:

L’art. 6 del d.lgs. n. 119/2011 restringe la platea dei legittimati alla fruizione dei  permessi per l’assistenza nei confronti di più persone in situazione di handicap grave.

Infatti, in base al nuovo periodo aggiunto al comma 3 dell’art. 33 della legge n. 104 del 1992, “Il dipendente ha diritto di prestare assistenza nei confronti di più persone in situazione di handicap grave, a condizione che si tratti del coniuge o di un parente o affine entro il primo grado oppure entro il secondo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 65 anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.”.

Tale disposizione contempla la fattispecie in cui lo stesso lavoratore intenda cumulare i permessi per assistere più disabili in situazione di gravità.

La norma va intesa nel senso che il cumulo di più permessi in capo allo stesso lavoratore è ammissibile solo a condizione che il familiare da assistere sia il coniuge o un parente o un affine entro il primo grado o entro il secondo grado qualora uno dei genitori o il coniuge della persona disabile in situazione di gravità abbiano compiuto i 65 anni o siano affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.

In base a tale norma non è mai ammessa la cumulabilità nel caso in cui anche il “secondo” familiare da assistere sia un parente o un affine di terzo grado (zii o bisononni), nemmeno nel caso in cui il coniuge o il genitore siano deceduti o mancanti o invalidi o abbiano compiuto i 65 anni.

Es.

  • Chi assiste più parenti o affini tutti di terzo grado (zii propri o del coniuge, nipoti in quanto figli di fratelli) non avranno più il diritto alla concessione del “secondo” permesso; per il primo restano ferme le condizioni di assenza, età, invalidità del coniuge/genitore della persona da assistere.
  • Chi assiste un parente o affine di secondo grado, per il quale non sussistono le condizioni di assenza, età, invalidità del coniuge /genitori della persona da assistere, non hanno diritto alla concessione del “secondo” permesso ma solo del “primo”.
  • Non cambia nulla per i lavoratori che assistono un familiare di secondo grado e uno di terzo il cui coniuge o genitore siano ultra65enni, invalidi, mancanti o deceduti.

Richiamata la normativa in materia, si precisa che anche quando si richiedono i permessi per il secondo familiare non è necessaria alcuna documentazione/autocertificazione che attesti che gli altri familiari non possano occuparsi del disabile.

Ti invito a leggere questo articolo

Posted on by nella categoria Permessi e aspettative
Versione stampabile
ads ads