Dirigente e pensione d’ufficio

Dirigente – Salve sono un dirigente scolastico nato il 18/10/1949 e al 31/12/2014 avrò maturato 41 anni e 10 mesi di servizio. Vorrei sapere se verrò collocato a riposo d’ufficio a partire dal 1/09/2015. Grazie anticipatamente.

FP – Gentile Dirigente,

in merito alla sua richiesta le segnalo che la normativa vigente in materia di pensionamento coatto dispone che questo possa avvenire per:
a) età anagrafica;
b) anzianità contributiva.

1) Pertanto la cessazione d’ufficio per raggiunti limiti di età (punto a) si ha quando (tenendo in considerazione la prossima “uscita” ovvero 1/9/2015):
– entro il 31/8/2015 si compie 65 anni e contemporaneamente in possesso, entro il 31/12/2011, dei  requisiti vigenti prima della riforma Fornero.

Di seguito i requisiti “pre Fornero”:

– quota 96 (60/36 o 61/35)
– 40 anni di contributi
– pensione di vecchiaia con 65 anni di età per gli uomini e 61 anni di età per  le donne con un minimo di 20 anni di contribuzione o 15 di contributi se in  servizio prima del 31/12/1992;

2) entro il 31/8/2015 si  compie 66 anni e 3 mesi e non si è in possesso dei requisiti  di cui al punto1;

3) sono stati già destinatari di trattenimento in servizio concesso fino al  31/8/2015.

Preciso che questa casistica non dovrebbe essere più valida in seguito al DL 90/2014, ovvero non dovrebbero  sussistere proroghe che siano andate oltre il 31/8/2014.

Il suo caso, a mio avviso, rientra nel punto 1, ovvero:

– ha raggiunto quota 96 al 31/12/2011;

– compie 65 anni entro il 31/08/2015 (ottobre del 2014).

Pertanto in pensione d’ufficio al 1/9/2015.

Per completezza di informazione: sulla Gazzetta Ufficiale n. 190 del 18 agosto 2014 è stata pubblicata la Legge 114/2014 di conversione del D.L. 90/2014 recante “Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari”, conosciuta meglio come riforma della Pubblica Amministrazione.

Le novità contenute, in termine di pensionamento, possono essere riassunte in due punti:

1) abolizione del trattenimento in servizio dopo il raggiungimento dei requisiti pensionisitici;

2) l’abbassamento dell’età da 65 a 62 anni per le cessazioni d’ufficio, in caso di raggiungimento dell’anzianità contributiva (attualmente pari a 42 anni e 6 mesi per gli uomini e 41 anni e 6 mesi per le donne) e senza penalizzazione per la misura della pensione.

Il punto 1), a mio avviso, rafforza la questione del “pensionamento d’ufficio” e tra l’altro prevede alcune deroghe per altre figure della Pubblica Amministrazione.

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