Pensione forzata

Luigi – assistente amministrativo nato 1950 31/12/2011 non maturato quota 96. attualmente inserito in un elenco di pensionabili d’ufficio dall’1/09/2015 (compimento 65 anni) – posso ancora restare o devo andare cordiali saluti.

FP -Gentile Luigi,

la normativa vigente dispone che il pensionamento coatto può avvenire per:
a) età anagrafica;
b) anzianità contributiva.

1) Pertanto la cessazione d’ufficio per raggiunti limiti di età (punto a) si  ha quando (tenendo in considerazione la prossima uscita ovvero 1/9/2015): – entro il 31/8/2015 si compie 65 anni e contemporaneamente in possesso, entro  il 31/12/2011, dei requisiti vigenti prima della riforma Fornero.

Di seguito, si indicano i requisiti “pre Fornero”:
a) quota 96 (60/36 o 61/35)
b) 40 anni di contributi
c) pensione di vecchiaia con 65 anni di età per gli uomini e 61 anni di età  per le donne con un minimo di 20 anni di contribuzione o 15 di contributi se  in servizio prima del 31/12/1992;

2) entro il 31/8/2015 si compie 66 anni e 3 mesi e non si è in possesso dei  requisiti di cui al punto1;

3) sono stati già destinatari di trattenimento in servizio concesso fino al  31/8/2015.

Preciso che questa casistica non dovrebbe essere più valida in seguito al DL  90/2014, ovvero che non dovrebbero sussistere proroghe che siano andate oltre  il 31/8/2014.

Il suo caso, a mio avviso, non rientrerebbe (condizionale d’obbligo,  considerando che non ha indicato la sua anzianità contributiva, limitandosi ad  affermare che non possedeva la quota 96 al 31/12/2011) nella casistica di cui  sopra.

Per completezza di informazione le segnalo che:  sulla Gazzetta Ufficiale n. 190 del 18 agosto 2014 è stata pubblicata la Legge  114/2014 di conversione del D.L. 90/2014 recante “Misure urgenti per la  semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici  giudiziari”, conosciuta meglio come riforma della Pubblica Amministrazione.

Le novità contenute, in termine di pensionamento, possono essere riassunte in  due punti:

1) abolizione del trattenimento in servizio dopo il raggiungimento dei  requisiti pensionistici;

2) l’abbassamento dell’età da 65 a 62 anni per le cessazioni d’ufficio, in  caso di raggiungimento dell’anzianità contributiva (attualmente pari a 42 anni  e 6 mesi per gli uomini e 41 anni e 6 mesi per le donne) e senza penalizzazione  per la misura della pensione.

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