L’attività di controllo sull’assenza del personale che richiede un permesso non è una prerogativa della scuola

Scuola – un personale ata chiede un permesso retribuito per motivi familiari perché deve assistere il figlio, maggiorenne, che abita in un altra città rispetto al luogo di residenza e di servizio del personale ATA (circa 150 chilometri di distanza) nella dichiarazione (autocertificazione) deve indicare – solo le generalità del figlio, – generalità del figlio e comune di residenza – generalità del figlio e indirizzo completo con città, via e numero civico. come fa l’amministrazione ad effettuare eventuali controlli se non ha le generalità e l’indirizzo completo.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

l’art. 15, comma 2, del CCNL/2007 prevede che il dipendente (docente e ATA) ha diritto, a domanda, nell’anno scolastico, a tre giorni di permesso retribuito per motivi personali o familiari documentati anche mediante autocertificazione.

Per gli stessi motivi e con le stesse modalità, i docenti possono fruire di sei giorni di ferie durante i periodi di attività didattica di cui all’art. 13, comma 9, prescindendo dalle condizioni previste in tale norma.

Si precisa quanto segue:

  1. Non è prevista dal Contratto la valutazione o la discrezionalità del dirigente sulle motivazioni addotte dal richiedente il permesso;
  2. Non vi è nel Contratto (né in nessuna altra norma di legge) un’elencazione precisa di quali siano i motivi personali e/o familiari per cui è possibile fruire dei permessi;
  3. Diverse sentenze dei tribunali e l’ARAN hanno chiaramente decretato che non vi è nessuna discrezionalità del dirigente nella concessione del permesso.

Pertanto, l’“apprezzabilità” o la “validità” dei motivi per cui il dipendente chiede di fruire del permesso non compete al dirigente.

Quest’ultimo, infatti, deve limitarsi a un mero controllo di tipo formale.

Pertanto, il dipendente in questione deve produrre richiesta scritta (facendola protocollare) indicando il/i giorno/i  in cui intende fruire del /dei permesso/i e autocertificare i motivi a supporto della richiesta.

Si precisa che il dipendente non è tenuto a indicare nessuna delle informazioni indicate nel quesito, in quanto la norma parla sì di autocertificazione del motivo, ma non che questa debba essere così particolareggiata, per il semplice motivo che l’attività di “controllo” come indicata nel quesito non è una finalità della scuola.

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