Cessazione coatta per raggiunti limiti di età

Aquilina –  Gentilissimi, mi rivolgo alla vostra utile e sempre presente rubrica per una mia personale richiesta. Sono una docente della Scuola Primaria, entrata in ruolo nel mese di settembre 1976. Non ho nessun preruolo ne riscattato gli anni di Università( per scelta). La mia data di nascita è 20-6-1950. Attualmente insegno in una classe terza, avevo chiesto al Sindacato di poter restare per i due anni e mi è stato detto che dovevo chiedere alla Dirigente, che mi concederebbe senza problemi di restare. Ora sento dei messaggi diversi dagli stessi esperti e mi spiego: sulla stampa e in Segreteria mi si dice si va i pensione con 42 e 3 mesi e io sarei molto felice di questo, mi dispiace essere fuori dal coro e non voler andare in quescienza!!!!! Posso dunque rientrare in questa situazione. Ringraziando per l’attenzione e l servizio invio i miei più Cordiali saluti.

FP – Gentile Aquilina,

la cessazione coatta per raggiunti limiti di età si ha quando (tenendo in  considerazione la prossima “uscita” ovvero 1/9/2015):

1) entro il 31/8/2015 si compie 65 anni e contemporaneamente in possesso,  entro il 31/12/2011, dei requisiti vigenti prima della riforma Fornero.

Di seguito i requisiti “pre Fornero”:

– quota 96 (60/36 o 61/35)
– 40 anni di contributi
– pensione di vecchiaia con 65 anni di età per gli uomini e 61 anni di età  per le donne con un minimo di 20 anni di contribuzione o 15 di contributi se  in servizio prima del 31/12/1992;

2) entro il 31/8/2015 si compie 66 anni e 3 mesi e non si è in possesso dei  requisiti di cui al punto1;

3) sono stati già destinatari di trattenimento in servizio concesso fino al  31/8/2015.

Preciso che quest’ultima casistica non dovrebbe essere più valida in seguito  al DL 90/2014, ovvero non dovrebbero sussistere proroghe che siano andate  oltre il 31/8/2014.

Il suo caso, a mio avviso, rientra nel punto 1, ovvero:

– ha raggiunto quota 96 al 31/12/2011 (requisito pre-Fornero)
– ha raggiunto il requisito per la pensione di vecchiaia (61 anni) entro il  31/12/2011;
– compie 65 anni entro il 31/08/2015 (giugno 2015).

Pertanto ricorrono tutte le condizioni per la pensione d’ufficio dal 1/9/2015.

Per completezza di informazione: sulla Gazzetta Ufficiale n. 190 del 18 agosto  2014 è stata pubblicata la Legge 114/2014 di conversione del D.L. 90/2014  recante “Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa  e per l’efficienza degli uffici giudiziari”, conosciuta meglio come riforma  della Pubblica Amministrazione.

Le novità contenute, in termine di pensionamento, possono essere riassunte in  due punti:

1) abolizione del trattenimento in servizio dopo il raggiungimento dei  requisiti pensionisitici;

2) l’abbassamento dell’età da 65 a 62 anni per le cessazioni d’ufficio, in  caso di raggiungimento dell’anzianità contributiva (attualmente pari a 42 anni  e 6 mesi per gli uomini e 41 anni e 6 mesi per le donne) e senza penalizzazione  per la misura della pensione.

Il punto 1), a mio avviso, rafforza la questione del “pensionamento d’ufficio”  e tra l’altro prevede alcune deroghe per altre figure della Pubblica  Amministrazione.

Inoltre, le segnalo uno stralcio della nota n. 18851 del 11/12/20014 del MIUR  sulle pensioni

“Ne consegue che il personale che alla data del 31 dicembre 2011 ha maturato i  requisiti per l’accesso al pensionamento vigenti prima del decreto legge 6  dicembre 2011, n. 201 (sia per età, sia per anzianità contributiva di 40 anni  indipendentemente dall’età, sia per somma dei requisiti di età e anzianità  contributiva – cd.”quota”), e compie i 65 anni di età entro il 31 agosto 2015  dovrà essere collocato a riposo d’ufficio.”

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