Permessi legge 104/92 e criteri di fruizione

Anna – Sono un’insegnante neo immessa in ruolo,quindi nell’anno di straordinariato. A causa di una malattia di mio figlio dovrò chiedere dei permessi 104 subito,prima e subito dopo le festività di Natale. Volevo sapere se oltre ai permessi 104 mi verranno conteggiati come assenze per il raggiungimento dei 180 giorni dello straordinariato  anche le festività di Natale e se mi verranno comunque decurtati in altro modo (retributivo, previdenziale o altro)?Grazie anticipatamente per la vostra risposta!


Paolo Pizzo –Gentilissima Anna,

I permessi possono essere fruiti in maniera frazionata o continuativa e devono essere possibilmente fruiti dai docenti in giornate non ricorrenti.

Es. di fruizione frazionata:

Il dipendente può richiedere i permessi per le giornate di venerdì, sabato e lunedì. Oppure di venerdì, lunedì e martedì.

In questo caso nei giorni di permesso fruiti non dovranno essere considerati i giorni festivi e quelli “liberi” o non lavorativi.

Pertanto, se un dipendente chiede di fruire dei permessi nella giornata di venerdì, sabato e lunedì, la domenica non potrà essere ricompresa nell’assenza.

Nel caso in cui il dipendente abbia un giorno libero settimanale (il caso più comune è del docente di I e II grado che ha un orario settimanale distribuito su 5 giorni), tale giorno può non essere ricompreso nell’assenza: il dipendente in questione potrà quindi fruire dei 3 giorni nelle giornate di martedì, mercoledì e venerdì avendo per esempio il giovedì come “giorno libero” settimanale.

La fruizione parziale dei giorni di permesso non dà diritto al godimento del residuo nel mese successivo.

Quanto detto si applica anche nel caso della fruizione dei permessi a cavallo tra due giorni interrotti da una “sospensione” delle lezioni.

Ricordiamo infatti che si tratta della fruizione dei permessi e non del congedo biennale, infatti solo quest’ultimo si chiede in modo “frazionato” seguito da un rientro in servizio, e comunque il periodo di sospensione delle lezioni non è un periodo festivo quindi non può essere ricompreso in nessuna assenza.

L’art. 15, comma 6, del CCNL comparto Scuola stabilisce:” I permessi di cui all’art. 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 sono retribuiti come previsto dall’art. 2, comma 3-ter, del decreto legge 27 agosto 1993, n. 324, convertito dalla legge 27 ottobre 1993 n. 423, e non sono computati ai fini del raggiungimento del limite fissato dai precedenti commi [permessi retribuiti], né riducono le ferie; essi devono essere possibilmente fruiti dai docenti in giornate non ricorrenti”.

I 3 giorni di permesso mensili sono retribuiti, coperti da contribuzione previdenziale, sono utili a tutti gli effetti e non riducono la 13a mensilità.

Per tali giorni non andranno effettuate le trattenute e decurtazioni di cui all’art. 71 della legge 133/08

Si precisa:

  • Per il personale docente in anno di prova (neo assunto in ruolo o che ha ottenuto il passaggio di ruolo): qualora fruiti i 3 giorni non sono utili ai fini del computo dei 180 giorni per il superamento dell’anno di prova;
  • Per il personale assunto a tempo determinato (anche per supplenze “brevi” o “fino avente titolo”): qualora fruiti i 3 giorni, in quanto interamente retribuiti, non interrompono l’anzianità di servizio a tutti gli effetti e sono utili ai fini del riconoscimento del punteggio nelle Graduatorie Permanenti/Esaurimento/Istituto.
Posted on by nella categoria Permessi e aspettative
Versione stampabile
ads ads