Congedo di maternità per le adozioni internazionali: per il dipendente della scuola è retribuito anche per la parte da fruire all’estero

Marina – ho letto l’articolo relativo alla maternità in caso di adozioni internazionali. Vorrei sapere qual è il riferimento normativo che chiarisce che per la maternità fruita dal primo giorno di partenza all’estero è prevista una remunerazione. La segreteria della mia scuola sostiene che io ho diritto ad assentarmi ma il congedo non è retribuito.

Paolo Pizzo – Gentilissima Marina,

L’art. 2, comma 452 della LEGGE 24 dicembre 2007, n. 244 ha novellato il T.U. 151/01 nella parte relativa ai congedi per adozioni e affidamenti:

L’articolo 26 del testo unico delle  disposizioni  legislative in materia di tutela e sostegno della maternita’ e della  paternita’, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n.  151,  e’  sostituito dal seguente:

“Art. 26. – (Adozioni e affidamenti). –

  1. Il congedo di maternita’ come regolato dal presente Capo spetta, per  un  periodo  massimo  di cinque mesi, anche alle lavoratrici che abbiano adottato un minore
  2. In caso di adozione nazionale, il congedo  deve  essere  fruito durante i primi cinque mesi  successivi  all’effettivo  ingresso  del minore nella famiglia della lavoratrice
  3. In caso di adozione  internazionale,  il  congedo  puo’  essere fruito prima dell’ingresso del minore in Italia, durante  il  periodo di permanenza all’estero richiesto per l’incontro con il minore e gli adempimenti relativi  alla  procedura  adottiva.  Ferma  restando  la durata complessiva del congedo, questo puo’  essere  fruito  entro  i cinque mesi successivi all’ingresso del minore in Italia
  4. La lavoratrice che, per il periodo di permanenza all’estero  di cui al comma 3 [ADOZIONI INTERNAZIONALI] , NON RICHIEDA a o RICHIEDA SOLO IN PARTE il  congedo  di maternita’, puo’ fruire di un congedo non retribuito,  senza  diritto ad indennita‘. “

Giova ricordare che tale congedo è equiparato in tutto a quello fruito per i figli naturali, dipende quindi sempre dall’art. 16 del T.U. citato e, per i dipendenti della scuola, fa sempre fede la norma di miglior favore che rinveniamo nel Contratto Scuola.

L’art. 22 del T.U. dispone che per il congedo di maternità le lavoratrici hanno diritto ad un’indennita’ giornaliera pari all’80 per cento della retribuzione per tutto il periodo del congedo di maternita.

Per il personale della scuola questa norma è derogata in melius riconoscendo il 100% (sostanzialmente integra la parte mancante) al dipendente sotto contratto al momento del congedo.

In sostanza la scuola deve tenere presente quanto indicato nei commi citati e quanto previsto nel Contratto Scuola.

In sintesi, come riportato anche dalla Commissione per le adozioni:

La lavoratrice dipendente che abbia adottato un minore straniero ha diritto all’astensione dal lavoro per un periodo pari a cinque mesi e un giorno (che corrisponde al giorno di ingresso del minore in Italia), quale che sia l’età del minore all’atto dell’adozione.

Il congedo è strettamente legato all’effettivo ingresso del minore in Italia e può essere fruito entro i cinque mesi successivi alla data dell’ingresso.

A riguardo fa fede la data dell’autorizzazione all’ingresso ed alla residenza permanente in Italia rilasciata dalla Commissione per le adozioni internazionali.

Per tutta la durata del congedo di maternità la lavoratrice ha diritto ad un’indennità pari all’80% della retribuzione media globale giornaliera percepita nell’ultimo mese precedente all’inizio dell’astensione. Alcuni CCNL (in particolare per il pubblico impiego, come appunto per la Scuola) contengono disposizioni migliorative, che integrano la quota del 20 per cento non coperta dall’indennità di maternità.

I periodi di congedo di maternità sono computati nell’anzianità di servizio a tutti gli effetti e nel calcolo della tredicesima mensilità e delle ferie.

Prima alternativa:

Ferma restando la durata massima complessiva del congedo (5 mesi ed un giorno), la madre adottiva può usufruire di parte del congedo di maternità anche prima dell’ingresso del minore in Italia, e cioè durante il periodo di permanenza all’estero, richiesto per l’incontro con il minore e gli adempimenti relativi alla procedura adottiva. La parte residua del congedo di maternità, che non sia stata fruita antecedentemente all’ingresso del minore in Italia, può essere utilizzata, anche in maniera frazionata, entro i cinque mesi dal giorno successivo all’ingresso medesimo.Il trattamento economico e normativo è quello che si applica al congedo di maternità della lavoratrice dipendente.

Seconda alternativa (comma 4 dell’art. 26):

La lavoratrice può tuttavia scegliere di utilizzare il congedo senza retribuzione né indennità di cui al comma 4 del nuovo art. 26 del T.U. per il periodo di permanenza all’estero, e riservare tutto il periodo di congedo di maternità per i mesi successivi all’ingresso del bambino in Italia. L’ente autorizzato che ha ricevuto l’incarico di curare la procedura di adozione certifica la durata del periodo di permanenza all’estero.

Devi quindi far presente alla scuola che il nostro Contratto, all’art. 12, prevede la retribuzione del 100% per il congedo di matenrità, ovvero per quel congedo per il quale il T.U. prevede la retribuzione all’80%.

Mentre, in aggiunta o in alternativa a quello di maternità, quest’ultimo retribuito quindi al 100% e da poter fruire anche per il periodo di permanenza all’estero (fermo restando sempre il massimo complessivo di 5 mesi e un giorno), esiste poi la possibilità di un congedo che però non è retribuito e da utilizzare per la permanenza all’estero.

In conclusione, a seconda di quale congedo fruirai questo sarà interamente retribuito oppure no. Bisogna quindi fare molta attenzione alla richiesta che effettuerai e bisogna leggere attentamente il comma 4 dell’art. citato che in realtà dà la possibilità di un ulteriore congedo non retribuito per le sole adozioni internazionali viste le particolari procedure che queste richiedono.

Ma se richiederai solo il congedo di maternità, questo deve essere retribuito sempre al 100% anche per la parte che eventualmente fruirai per la permanenza all’estero, sempre ovviamente per un massimo complessivo di 5 mesi e un giorno.

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