L’aspettativa per mandato amministrativo spetta anche al docente per supplenza breve

Francesco  – le scrivo perché ho bisogno di un aiuto per mia moglie. Le spiego il tutto. Il 10 nov 2014 viene chiamata dalla seconda fascia per una supplenza su sostegno di 24 ore per la durata di una settimana. Scopriamo che la titolare è in dolce attesa e dopo la settimana va ancora in malattia con il certificato fino al 14 febbraio 2015 e di conseguenza prorogano il contratto a mia moglie.  Ora mia moglie a febbraio verrà nominata assessore comunale del paese che ha meno di 15000 abitanti e contestualmente l’insegnante titolare a scuola andrà in maternità obbligatoria. La domanda è questa: può mia moglie usufruire del l’aspettativa per mandato politico avendo la supplenza da febbraio fino alla fine della scuola? Grazie per la risposta e le auguro buon natale e buon 2015.

Paolo Pizzo – Gentilissimo Francesco,

l’art. 77 comma 2 del D.Lgs. 18/08/2000, n. 267 contiene la definizione di “amministratore locale” e afferma: “Il presente capo disciplina il regime delle aspettative, dei permessi e delle indennità degli amministratori degli enti locali. Per amministratori si intendono, ai soli fini del presente capo, i sindaci, anche metropolitani, i presidenti delle province, i consiglieri dei comuni anche metropolitani e delle province, i componenti delle giunte comunali, metropolitane e provinciali, i presidenti dei consigli comunali, metropolitani e provinciali, i presidenti, i consiglieri e gli assessori delle comunità montane, i componenti degli organi delle unioni di comuni e dei consorzi fra enti locali, nonché i componenti degli organi di decentramento”.

L’art. 81 dispone: “Gli amministratori locali di cui all’articolo 77, comma 2, che siano lavoratori dipendenti possono essere collocati a richiesta in aspettativa non retribuita per tutto il periodo di espletamento del mandato. Il periodo di aspettativa è considerato come servizio effettivamente prestato, nonché come legittimo impedimento per il compimento del periodo di prova”.

La circolare 4289/2009 dell’USR Piemonte precisa:

“L’articolo 541 – comma 2 – del D.Lvo 16/4/1994 n. 297 testualmente prevede :
“2. Per quanto non previsto nel presente capo, al personale docente non di ruolo si applicano, in quanto compatibili, le norme del presente testo unico riferite ai docenti di ruolo”.

Detto principio in materia di assenza trova una conferma nel CCNL 2003 all’art. 19 – comma 1 – che così stabilisce:

“1. Al personale assunto a tempo determinato, al personale di cui all’art. 3, comma 6, del D.P.R. n. 399 del 1988 e al personale non licenziabile di cui agli artt. 43 e 44 della legge 20 maggio 1982 n. 270, si applicano, nei limiti della durata del rapporto di lavoro, le disposizioni in materia di ferie, permessi ed assenze stabilite dal presente contratto per il personale assunto a tempo indeterminato, con le precisazioni di cui ai seguenti commi”. La citata normativa è stata integralmente reinserita all’Art. 19 comma 1 del CCNL 29/11/2007.
Le suddette disposizioni hanno natura di “norma generale” e come tali trovano applicazione anche per il personale ATA”.

Pertanto, i permessi e le assenze in parola spettano A TUTTO il personale della scuola SENZA ESCLUSIONE ALCUNA: docenti, educatori ed ATA di ogni ordine e grado assunti a tempo indeterminato e determinato (anche se per “supplenza breve” o “fino avente titolo”) compreso il personale in regime di part time.

In base a tali principi tua moglie potrà fruire dell’aspettativa anche essendo supplente per breve periodo.

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