Chi è in possesso di un qualsiasi contributo entro il 1992, può andare in pensione, secondo i requisiti di vecchiaia indicati nella L. 214/2011, con 15 anni di anzianità contributiva

Sergio – mi occupo da anni di pensioni del pubblico impiego in particolar modo del comparto scuola; vorrei sapere come mai sia nella circolare ministeriale che negli approfondimenti dei vari sindacati tra cui il mio (CGIL) e anche in quello vostro si continua a non menzionare che anche con i requisiti introdotti dalla Fornero, per accedere alla  pensione  di vecchiaia 66 anni e 3 mesi,  vale lo stesso la regola dei 15 anni con un contributo prima del 1992. Sono della provincia di Chieti e  negli ultimi tre anni sono state sei le persone mandate da me  in pensione con questi requisiti (età o  contribuzione maturata dopo il 2011) senza nessun problema da parte dell’ex INPDAP e dell’Ufficio Scolastico, non a caso una docente con 17 anni di contribuzione al 31/08/2014 che aveva chiesto il trattenimento in servizio e stata pensionata d’ufficio.  Difatti la circolare INPS n. 16 del 01/02/2013 chiarisce che  l’art. 2, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503 (lettera d) che la suddetta norma non è stata abrogata. Sbagliamo noi o Voi. In attesa di un vostro parere.

FP – Gentile Sergio,

non si può non essere d’accordo con lei, ma è opportuno precisare quanto segue.

La L. 214/2011 non ha mai abrogato le precedenti deroghe del 1992.

L’equivoco è nato in seguito alla circolare INPS n. 35 del 14/3/2012 (ovviamente di interpretazione restrittiva e non è la prima volta), dove al punto 1.1.2 viene chiarito quanto segue:

Il diritto alla pensione di vecchiaia si consegue  esclusivamente in presenza di un’anzianità contributiva minima pari a 20 anni.”

Successivamente con la circolare n. 16 del 1/2/2013, l’INPS di fatto ha chiarito e smentito se stesso:

“Con circolare INPS n. 65 del 1995,  sono state illustrate le disposizioni  introdotte dal d.lgs, n. 503 del 1992 (allegato 1) che, come è noto, ha elevato a decorrere dal 1° gennaio 1993, il requisito contributivo minimo da 15 anni a 20 anni per il perfezionamento del diritto alla pensione di vecchiaia.

Peraltro, l’articolo 2, comma 3, del d.lgs. n. 503 del 1992, ha individuato particolari categorie di lavoratori dipendenti ed autonomi che possono accedere,in deroga all’elevazione del requisito minimo contributivo, alla pensione di vecchiaia in presenza di  un’anzianità contributiva minima  di 15 anni anziché 20 ed al perfezionamento dell’età pensionabile prevista per la generalità dei lavoratori. Al punto 2.1 della citata circolare n. 65 del 1995 è stato precisato che possono accedere alla pensione di vecchiaia, in presenza di un’anzianità contributiva minima di 15 anni, le seguenti categorie di lavoratori:

Pertanto chi è in possesso di un qualsiasi contributo entro il 1992, può andare in pensione, secondo i requisiti di vecchiaia indicati nella L. 214/2011, con 15 anni di anzianità contributiva.

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