I requisiti minimi che inderogabilmente devono essere posseduti al 31/12/2011, senza alcuna forma di arrotondamento, sono di 60 anni di età e 35 di contribuzione

Nadia – sono una docente di scuola secondaria di primo grado che nel dicembre 2011 era nelle condizioni di poter andare in pensione poiché aveva la “Quota 96,”ma ho preferito restare. Gradirei sapere se potrò andare in pensione il prossimo anno senza alcuna penalizzazione con 40 anni di servizio.

FP – Gentile Docente,

in riferimento al suo quesito le segnalo che nella nuova riforma  pensionistica, conosciuta come “riforma Fornero”, è prevista una clausola di  salvaguardia (art. 24 comma 3 DL n. 201/2011) che consente di andare in  pensione con i vecchi requisiti purchè maturati entro il 31/12/2011, ovvero:

1) quota 96 (60/36 o 61/35);
2) 40 anni di contributi;
3) pensione di vecchiaia con 65 anni per gli uomini e 61 anni di età per le  donne, con un minimo 20 anni di contribuzione o 15 di contributi se in  servizio prima del 31/12/1992.

Pertanto se al 31/12/2011 aveva raggiunto quota 96 la possibilità di  pensionamento era già dal 1/9/2012 senza alcuna penalizzazione.

Quanto appena affermato trova riscontro nella nota MIUR prot. 18851 del  11/12/2014:

“In virtù di quanto disposto dall’articolo l, comma 6, lettera c), della legge  23 agosto 2004, n. 243 come novellato dalla legge 24 dicembre 2007, n. 247, i  requisiti necessari per l’accesso al trattamento pensionistico di anzianità  sono di 60 anni di età e 36 di contribuzione o 61 anni di età e 35 di  contribuzione, maturati entro il 31 dicembre 2011.

Fermo restando il raggiungimento della quota 96, i requisiti minimi che  inderogabilmente devono essere posseduti alla suddetta data, senza alcuna forma  di arrotondamento, sono di 60 anni di età e 35 di contribuzione”.

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