Richiesta di congedo parentale per il dipendente a tempo determinato

Erika – sono un’insegnante di terza fascia ed ho ricevuto una convocazione su graduatoria d’istituto per una supplenza di due mesi per 18 ore (o meglio 21 moduli da 50 min. su 7 classi). Volevo sapere se accettando la convocazione e posto che mi venga assegnata la supplenza (pare non ci siano altre accettazioni prima della mia), posso richiedere subito il congedo parentale? Ho un figlio di 5 mesi (quasi 6) e non ho possibilità di asilo nido o baby sitter, nè altro. Ho diritto al congedo? Se sì, esso viene retribuito? E il punteggio si matura lo stesso oppure no? In caso negativo dovrò rifiutare, ovviamente.

Paolo Pizzo – Gentilissima Erika,

l’art. 2, comma 1, lett. e) del D. Lgs. 151/2001 definisce i beneficiari delle disposizioni legislative in materia di tutela e di sostegno della maternità e della paternità precisando che per ”lavoratrice” o “lavoratore”, salvo che non sia altrimenti specificato, si intendono i dipendenti, compresi quelli con contratto di apprendistato, di amministrazioni pubbliche, di privati datori di lavoro nonché i soci lavoratori di cooperative.

L’art. 19/4 del Contratto Scuola, disciplinando ferie, permessi ed assenze del personale a tempo determinato esplicita che “al personale di cui al presente articolo si applicano le norme relative ai congedi parentali come disciplinati dall’art. 12”.

Tale art. 12/1, recita che “al personale dipendente si applicano le vigenti disposizioni in materia di tutela della maternità contenute nel D. Lgs n. 151/2001”.

Dunque, la disposizione legislativa e la normativa contrattuale non operano alcun discrimine per quanto riguarda il tipo di rapporto di lavoro,  ma assicurano al lavoratore sia a tempo indeterminato che a tempo determinato, la possibilità di fruire dei benefici della disposizione in questione.

Pertanto, il congedo parentale previsto dal T.U. e dal Contratto Scuola spetta a tutto il personale della scuola:

docenti, educatori ed ATA di ogni ordine e grado assunti a tempo indeterminato e determinato (anche se per “supplenza breve” o “fino avente titolo”) compreso il personale in regime di part time.

Per ciò che riguarda la richiesta il congedo parentale (già astensione facoltativa), a differenza di quello di maternità/paternità/interdizione dal lavoro per gravi complicanze, può essere chiesto dal genitore dipendente solo ed esclusivamente se vi è un rapporto di lavoro in atto all’inizio e durante il periodo di congedo richiesto.

Pertanto, per ottenere i benefici previsti per il congedo parentale, come tutti i benefici previsti da norme o da disposizioni contrattuali a domanda, il dipendente deve aver confermato il proprio rapporto di lavoro con la presa di servizio.

L’art. 12 commi 7 e 8 del Contratto Scuola (art. 19 per il personale assunto a tempo determinato) stabilisce che ai fini della fruizione, anche frazionata, dei periodi di congedo parentale, la lavoratrice madre o il lavoratore padre presentano la relativa domanda, con l’indicazione della durata, all’ufficio di appartenenza di norma quindici giorni prima della data di decorrenza del periodo di astensione. La domanda può essere inviata anche per mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento purché sia assicurato comunque il rispetto del termine minimo di quindici giorni. Tale disciplina trova applicazione anche nel caso di proroga dell’originario periodo di congedo parentale.

In presenza di particolari e comprovate situazioni personali che rendano impossibile il rispetto della disciplina di cui sopra, la domanda può essere presentata entro le quarantotto ore precedenti l’inizio del periodo di astensione dal lavoro.

Si precisa che il periodo trascorso in congedo è riconosciuto nell’anzianità di servizio e quindi utile per l’aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento/istituto.

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