Pensionamento d’ufficio nota MIUR n. 18851 del 11/12/2014

Dirigente Scolastico  – Salve, Vi chiedo se una docente di scuola primaria deve essere collocata in pensione d’ufficio al 31/08/2015 se presenta la seguente situazione: Al 31/12/2011  non ha i 20 anni ma aveva 15 anni (con un periodo contributivo prima del 31/12/1992).  E’ nata a marzo del 1950 quindi compie i 65 anni entro il 31/08/2015. Come scuola dobbiamo collocarla in pensione d’ufficio? Dobbiamo attendere determinazioni dall’ATP? Come si devono intendere i 15 anni? maturati al 31/08/2011 con almeno “un contributo” prima del 31/12/1992 o 15 anni al 31/12/1992? Nella speranza di essere stato chiaro e grato in anticipo per la preziosa disponibilità porgo cordiali saluti.

FP – Gentile Dirigente Scolastico,

in merito alla  richiesta sul pensionamento forzato, le segnalo quanto  segue.
La normativa in merito al pensionamento coatto dispone che questo possa avvenire per:

  1. a) età anagrafica;
  2. b) anzianità contributiva.

1) Pertanto la cessazione d’ufficio per raggiunti limiti di età (punto a) si ha quando:
– entro il 31/8/2015 si compie 65 anni e contemporaneamente in possesso, al 31/12/2011, dei requisiti vigenti prima della riforma Fornero.

Di seguito si indicano, per completezza di informazione, i requisiti “pre-Fornero”:

– quota 96 (60/36 o 61/35);
– 40 anni di contributi;
– pensione di vecchiaia con 65 anni di età per gli uomini e 61 anni di età per le donne con un minimo di 20 anni di contribuzione o 15 di contributi se in servizio prima del 31/12/1992;

2) entro il 31/8/2015 si compie 66 anni e 3 mesi e non si è in possesso dei requisiti di cui al punto1;

3) sono stati già destinatari di trattenimento in servizio concesso fino al 31/8/2015. Preciso che questa casistica non dovrebbe essere più valida in seguito al  DL 90/2014, ovvero non dovrebbero sussistere proroghe che siano andate oltre  il 31/8/2014.

Pertanto, nella fattispecie,  visto che la docente compie 65 anni entro il 31/8/2015 e possiede il requisito “pre-Fornero” di vecchiaia al 31/12/2011 ovvero 61 anni di età, è opportuno considerare il caso come pensionamento d’ufficio.

A conferma di quanto indicato, le evidenzio alcune parti della nota MIUR  n. 18851 del 11/12/2014:

– “I requisiti utili per la pensione di vecchiaia sono di 65 anni di età per gli uomini e 61 di età per le donne, con almeno 20 anni di contribuzione (15 per chi è in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1992, ai sensi dell’articolo 2, comma 3, lett. c) del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503) se posseduti entro la data del 31 dicembre 2011”;

– “Ne consegue che il personale che  alla data del 31 dicembre 2011 ha maturato i requisiti per l’accesso al pensionamento vigenti prima del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201 (sia per età, sia per anzinaità contributiva di 40 anni indipendentemente dall’età, sia per somma dei requisiti di età e anzianità contributiva – cd “quota”), e compie 65 anni di età entro il 31 agosto 2015 dovrà essere collocato a riposo d’ufficio”

Per quanto concerne l’anzianità minima contributiva è opportuno chiarire che La L. 214/2011 non ha mai abrogato le precedenti deroghe del 1992 in materia di “servizio minimo”. La circolare n. 16 del 1/2/2013, l’INPS  ha chiarito che vige ancora l’anzianità minima contributiva di 15 anni per la pensione di vecchiaia, in presenza di contributi ante 1992.

Per completezza di informazione le evidenzio quanto sancito dall’art. 2 comma 3 lettera c) del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503 (riferimento normativo citato nella nota MIUR 18851 del 11/12/2014):

“Nei casi di lavoratori dipendenti che hanno maturato al 31 dicembre 1992 una anzianità assicurativa e contributiva tale che, anche se incrementata dai periodi intercorrenti tra la predetta data e quella riferita all’età per il pensionamento di vecchiaia, non consentirebbe loro di conseguire i requisiti di cui ai commi 1 e 2, questi ultimi sono corrispondentemente ridotti fino al limite minimoprevisto dalla previgente normativa”

Le riporto, per farle comprendere cosa effettivamente accade nel complicato scenario previdenziale/pensionistico, quanto sostenuto da un nostro lettore: “si continua a non menzionare che anche con i requisiti introdotti dalla Fornero, per accedere alla  pensione  di vecchiaia 66 anni e 3 mesi,  vale lo stesso la regola dei 15 anni con un contributo prima del 1992. Sono della provincia di Chieti e  negli ultimi tre anni sono state sei le persone mandate da me  in pensione con questi requisiti (età o  contribuzione maturata dopo il 2011) senza nessun problema da parte dell’ex INPDAP e dell’Ufficio Scolastico, non a caso una docente con 17 anni di contribuzione al 31/08/2014 che aveva chiesto il trattenimento in servizio e stata pensionata d’ufficio.”

 

 

 

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