Più di 180 giorni corrispondono ad un a.s.”, ma sono utili i giorni di effettivo lavoro, periodi coperti da contributi figurativi, periodi riscattati,computati, ricongiunti o totalizzati.

Patrizia   -avrei bisogno di un help: come vengono calcolati i periodi pre ruolo ai fini del computo del diritto alla pensione?  Quale è la legge che fornisce indicazioni esaustive in merito? vanno computati come servizio utile tutti i giorni pre-ruolo pur se non validi ai fini della ricostruzione della carriera (i famosi “almeno 180 giorni anche non continuativi”)?Mi potresti fare qualche esempio pratico? Ti ringrazio cordialmente.

FP – Gentile Patrizia,

in merito alla sua richiesta le segnalo che la riforma sulle pensioni a cui
deve far riferimento è la Legge n. 214 del 22/12/2011 – Legge “Fornero”, che ha
abolito i requisiti per accedere alla Pensione di Anzianità (40 anni di
contributi o quote), ed ha introdotto la Pensione Anticipata (tenendo conto
dei contributi) ed ha rivisto i requisiti per la Pensione di Vecchiaia
(tenendo conto dell’età).

Di seguito i requisiti previsti per la pensione di Vecchiaia:
– dal 01/01/2013 al 31/12/2015 66 anni e 3 mesi
– dal 01/01/2016 al 31/12/2018 66 anni e 7 mesi

Di seguito i requisiti previsti per la pensione Anticipata per gli uomini:
– dal 01/01/2014 al 31/12/2015 42 anni e 6 mesi
– dal 01/01/2016 al 31/12/2018 42 anni e 10 mesi

Si segnala che i requisiti dal 2016 sono frutto di studi statistici e  pertanto potrebbero subire delle variazioni.

Inoltre, le evidenzio che nella riforma pensionistica, è prevista una clausola di salvaguardia (art. 24 comma 3 DL n. 201/2011) che consente di  andare in pensione con i vecchi requisiti purchè maturati entro il  31/12/2011:

1) quota 96 (60/36 o 61/35);
2) 40 anni di contributi;
3) pensione di vecchiaia con 65 anni per gli uomini e 61 anni di età per le  donne, con un minimo 20 anni di contribuzione o 15 di contributi se in  servizio prima del 31/12/1992.

Altra possibilità di uscita solo per le donne, è disciplinata dalla L.  243/2004 ovvero la cosiddetta “opzione donna”.

Le lavoratrici che accedono al pensionamento in virtù di quanto disposto dall’  articolo 1, comma 9 della legge n. 243/2004, ossia che conseguono il diritto  all’accesso al trattamento pensionistico di anzianità, in presenza di un’  anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni e un’età pari o superiore a  57 anni e 3 mesi, optando per la liquidazione del trattamento medesimo secondo  le regole di calcolo del sistema contributivo. In sintesi: chi possiede  entrambi i requisiti entro il 31/12/2014 può opzionare tale possibilità ed  andare in pensione al 1/9/2015.

Per completezza di informazione le segnalo la nota MIUR 18851 del 11/12/2014  sulle pensioni.

Per quanto concerne l’anzianità contributiva utile a determinare il diritto  alla pensione, non deve confondersi con la valutazione del servizio pre ruolo  ai fini della ricostruzione di carriera.

Pertanto ai fini pensionistici non è valida l’affermazione: “più di 180 giorni  corrispondono ad un a.s.”, ma sono utili i giorni di effettivo lavoro, periodi  coperti da contributi figurativi, periodi riscattati,computati, ricongiunti o  totalizzati.

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