Quando non si rientra nel pensionamento d’ufficio

Francesca  – docente scuola dell’infanzia e premetto di aver inviato una richiesta di chiarimento per pensione d’ufficio con email del 17/12/14 e non pensavo esservi nelle FAQ qualche situazione simile alla mia, ma cercando in quelle più vecchie ne ho trovato una, ma la sua risposta non tanto mi convince, perciò faccio qualche osservazione a cui sarei molto grato volesse fare qualche considerazione e darmi una risposta. Riporto il caso simile pubblicato in precedenza. Pubblicato il 10 novembre 2014 da paolopizzo nella categoria Pensioni DSGA – Buongiorno, chiedo cortesemente un parere in merito alle possibilità di trattenimento in servizio per un collaboratore scolastico che raggiungerà, entro la fine dell’anno scolastico in corso, il requisito per la pensione di vecchiaia (66 anni e 3 mesi) ma con solo 12 anni di contribuzione. E’ possibile ottenere un prolungamento del servizio per raggiungere un maggior numero di anni di contribuzione? Se sì, fino a quale età? Grazie. Cordiali saluti. FP -Gentile Dsga, in merito al pensionamento d’ufficio, le segnalo che sulla Gazzetta Ufficiale n. 190 del 18 agosto 2014 è stata pubblicata la Legge 114/2014 di conversione del D.L. 90/2014, conosciuta meglio come riforma della Pubblica Amministrazione. Le novità contenute, in termine di pensionamento, possono essere riassunte in due punti: 1) abolizione del trattenimento in servizio dopo il raggiungimento dei requisiti pensionistici; 2) abbassamento dell’età da 65 a 62 anni per le cessazioni d’ufficio, in caso di raggiungimento dell’anzianità contributiva, attualmente pari a 42 anni e 6 mesi per gli uomini e 41 anni e 6 mesi per le donne, ma con un aumento di 4 mesi a decorrere dal biennio 2016/2018. Si precisa, però, che il D.L. di cui sopra, ha abrogato l’art. 16 del D.lgs. n. 503/92 e non il trattenimento per conseguire il diritto minimo a pensione. In merito a quest’ultima ipotesi, le segnalo che la Funzione Pubblica con  diversi pareri ha dichiarato che nel caso in cui il soggetto con il trattenimento in servizio non matura i requisiti minimi a pensione dovrà essere collocato a riposo al compimento del 65° anno di età.  Il caso da lei sottoposto, potrebbe rientrare nella casistica appena citata.

Ho qualche dubbio però. Sostanzialmente è d’accordo col pensionamento d’ufficio del caso precedente però non vedo riferimenti alla c.d. L. Fornero in particolare art. 24 c. 7 ultimo capoverso dove cita i 70 anni  come età ultima per la pensione di vecchiaia e un numero minimo di 5 anni di contributi. Pertanto chi all’età ordinamentale della pensione di vecchiaia (attualmente 66 anni e 3 mesi) non ha i 20 anni di contributi continua a lavorare fino al loro raggiungimento, data in cui andrà in pensione, comunque non oltre i 70 anni età in cui andrà in pensione con il numero di anni maturati, su cui sarà calcolata la pensione, ancorché inferiore a 20. Inoltre la CM n. 2/2012 del MFP (pag. 2-3) chiarisce e ribadisce questi concetti, e per evitare contenziosi riporta la sentenza della Corte costituzionale per la prosecuzione fino a 70 anni. Per la mia situazione (n. 4/9/1947 e poco più di 15 anni di contributi attuali – età 67) l’amministrazione ha correttamente interpretato la norma lasciandomi al lavoro, ma adesso la segreteria mi sta facendo pressione perché presenti domanda di pensione, con la L. 90/2014, anche se quest’ultima non mi riguarda essendo essa rivolta a chi aveva già raggiunto i requisiti della pensione di vecchiaia e aveva chiesto la proroga del servizio. Sono tenuta è vero a presentare domanda di trattenimento in servizio (ancora in forma cartacea) ma per esprimere in forma palese la volontà di permanere in servizio. Credo di aver diritto a restare in servizio fino a 70 anni (a domanda) pur non raggiungendo i 20 anni per ogni anno è rilevante ai fini del calcolo. Cosa ne pensa? Cordiali saluti.

FP – Gentile Francesca,

in merito alla richiesta, per completezza di informazione le segnalo alcune
indicazioni sul pensionamento forzato.

La normativa in merito al pensionamento coatto dispone che questo possa
avvenire per:
a) età anagrafica;
b) anzianità contributiva.
Quest’ultimo non lo tratteremo, vista la sua “giovane” anzianità contributiva
di soli 15 anni.

1) Pertanto la cessazione d’ufficio per raggiunti limiti di età (punto a) si
ha quando, tenuto conto della prossima “uscita” ovvero 1/9/2015:
– entro il 31/8/2015 si compie 65 anni e contemporaneamente in possesso, al  31/12/2011, dei requisiti vigenti prima della riforma Fornero.
Di seguito si indicano i requisiti “pre-Fornero”:
– quota 96 (60/36 o 61/35);
– 40 anni di contributi;
– pensione di vecchiaia con 65 anni di età per gli uomini e 61 anni di età per  le donne con un minimo di 20 anni di contribuzione o 15 di contributi se in  servizio prima del 31/12/1992;

2) entro il 31/8/2015 si compie 66 anni e 3 mesi e non si è in possesso dei
requisiti di cui al punto1;

3) sono stati già destinatari di trattenimento in servizio concesso fino al  31/8/2015.

Preciso che questa casistica non dovrebbe essere più valida in  seguito al DL 90/2014, ovvero non dovrebbero sussistere proroghe che siano  andate oltre il 31/8/2014.

Inoltre, le preciso che: coloro che maturano l’età di cui ai punti 1) e 2), ma non possiedono il  requisito di anzianità minima per la pensione, proseguono il rapporto di lavoro  fino a quando non la maturano e comunque non oltre i 70 anni.

A tal fine le evidenzio quanto stabilito dalla circolare della Funzione  Pubblica n. 2 del 8/3/2012:

In base ai principi generali, una volta raggiunto il limite di età  ordinamentale l’amministrazione prosegue il rapporto di lavoro o di impiego con  il dipendente sino al conseguimento del requisito minimo per il diritto alla  pensione.

Pertanto, considerata la sua anzianità contributiva (da verificare se  sussistono contributi ante 31/12/1992) a mio avviso, non rientrerebbe nella  casistica di pensionamento d’ufficio.

A conferma di quanto indicato, le evidenzio una parte della nota MIUR n.  18851 del 11/12/2014:
“Nello specifico, la normativa sopra richiamata ha abrogato l’articolo 16 del  decreto legislativo n. 30 dicembre 1992, n. 503 e di conseguenza anche il comma  5 dell’ articolo 509 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 che ad esso  si richiamava. Nulla è invece innovato rispetto al comma 3 del citato articolo  509 che disciplina i trattenimenti in servizio per raggiungere il minimo ai  fini del trattamento di pensione. Ne consegue che nel 2015 potranno chiedere la  permanenza in servizio i soli soggetti che, compiendo 66 anni e tre mesi di età  entro il 31 agosto 2015, non sono in possesso di 20 anni di anzianità  contributiva entro tale data.”

Data comunque la complessità della situazione sarebbe opportuno un chiarimento
in loco con un esperto.

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