Cessazione coatta per raggiunti limiti di età

Margherita – L’unità territoriale mi metterà in pensione d’ufficio dal 1/9/2015, perchè in possesso dei requisiti pre fornero in quanto ho compiuto 65 anni a dicembre e sono in possesso di un’anzianità contributiva al31/12/2014 di 31 anni, premesso che alla data del 1 settembre 2015 non avrò l’età massima in vigore per la pensione di vecchiaia di 66 anni e 3 mesi, che non sono categoria in esubero e che anche se andrò in pensione col sistema retributivo dal 2012 gli anni di servizio saranno comunque calcolati col sistema contributivo, vorrei rimanere in servizio ancora un anno per aumentare l’importo della pensione e perchè farebbe piacere anche alla scuola, ma l’ex provveditorato dice che non c’è nulla da fare perchè ho i requisiti ed ho il diritto di andare al’1/9/2014, ma può un diritto recare pregiudizio? grazie per la cortese risposta.

FP – Gentile Margherita,

e segnalo che il suo caso potrebbe rientrare nella casistica della cessazione
coatta per raggiunti limiti di età.

Questa si ha quando (tenendo in considerazione la prossima “uscita” ovvero
1/9/2015):

1) entro il 31/8/2015 si compie 65 anni e contemporaneamente in possesso,  entro il 31/12/2011, dei requisiti vigenti prima della riforma Fornero.

Di seguito i requisiti “pre Fornero”:

– quota 96 (60/36 o 61/35)
– 40 anni di contributi
– pensione di vecchiaia con 65 anni di età per gli uomini e 61 anni di età  per le donne con un minimo di 20 anni di contribuzione o 15 di contributi se  in servizio prima del 31/12/1992;

2) entro il 31/8/2015 si compie 66 anni e 3 mesi e non si è in possesso dei   requisiti di cui al punto1;

3) sono stati già destinatari di trattenimento in servizio concesso fino al  31/8/2015.Preciso che quest’ultima casistica non dovrebbe essere più valida in  seguito al DL 90/2014, ovvero non dovrebbero sussistere proroghe che siano  andate oltre il 31/8/2014.

Il suo caso, a mio avviso, rientra nel punto 1, ovvero:

– ha raggiunto il requisito per la pensione di vecchiaia per le donne al  31/12/2011;
– compie 65 anni entro il 31/08/2015 (dicembre 2014).

Pertanto ricorrono tutte le condizioni per la pensione d’ufficio dal 1/9/2015.

Per completezza di informazione: sulla Gazzetta Ufficiale n. 190 del 18  agosto 2014 è stata pubblicata la Legge 114/2014 di conversione del D.L.  90/2014 recante “Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza  amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari”, conosciuta meglio  come riforma della Pubblica Amministrazione.

Le novità contenute, in termine di pensionamento, possono essere riassunte in  due punti:

1) abolizione del trattenimento in servizio dopo il raggiungimento dei  requisiti pensionisitici;

2) l’abbassamento dell’età da 65 a 62 anni per le cessazioni d’ufficio, in  caso di raggiungimento dell’anzianità contributiva (attualmente pari a 42 anni  e 6 mesi per gli uomini e 41 anni e 6 mesi per le donne) e senza  penalizzazione per la misura della pensione.

Il punto 1), a mio avviso, rafforza la questione del “pensionamento d’ ufficio” e tra l’altro prevede alcune deroghe per altre figure della Pubblica  Amministrazione.

Inoltre, le segnalo, a conferma di quanto appena descritto, uno stralcio  della nota n. 18851 del 11/12/20014 del MIUR sulle pensioni:

“Ne consegue che il personale che alla data del 31 dicembre 2011 ha maturato  i requisiti per l’accesso al pensionamento vigenti prima del decreto legge 6  dicembre 2011, n. 201 (sia per età, sia per anzianità contributiva di 40 anni indipendentemente dall’età, sia per somma dei requisiti di età e anzianità  contributiva – cd.”quota”), e compie i 65 anni di età entro il 31 agosto 2015  dovrà essere collocato a riposo d’ufficio.”

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