Pensione e novità previste nella Legge di Stabilità

Docente – le scrivo anche a nome di altri colleghi( docenti di scuola media ) che, come me, sono andati in pensione il 1 settembre 2014, non avendo i 62 anni richiesti ed avendo subito decurtazioni. Vorremmo sapere se, con la nuova legge di stabilità, approvata in Parlamento ed in Senato, verranno tolte anche a noi le penalizzazioni che ci sono praticate del 1 settembre. In particolare io sono andata in pensione con 41 anni 8 mesi 7 giorni , (di questi 4 di università riscattati , di cui 1 coperto da versamenti , avendo fatto supplenza durante gli studi   universitari). Ho letto con attenzione tutta la legge, ma non si capisce bene se le regole nuove sanno effettive solo per i pensionamenti dal 1 gennaio 2015. ..e tutti quelli che sono andati nel 2014 continueranno ad avere le decurtazioni? se così fosse, non sarebbe una grande discriminazione? Chi fa o propone emendamenti,  non considera i precedenti casi? Si dice inoltre che i trattamenti pensionistici verranno rivisti…..anche quelli già erogati. Cosa significa? che avremo ulteriori tagli dopo 42 anni di onorato insegnamento . Ringrazio per la risposta che interessa tanti docenti.

FP – Gentile Docente,

tra le novità previste nella Legge di Stabilità, approvata in via definitiva  il 22 dicembre 2014 e composta da un solo articolo e 735 commi, si segnalano i  commi 113, 707 e 708 che interessano gli aspetti previdenziali.

Il comma 113 (quello che risponde al nostro caso) prevede che:
“con effetto sui trattamenti pensionistici decorrenti dal 1º gennaio 2015, il  secondo periodo del comma 2 – quater dell’articolo 6 del decreto-legge 29  dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio  2012, n. 14, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente: «Le  disposizioni di cui all’articolo 24, comma 10, terzo e quarto periodo, del  decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla  legge 22 dicembre 2011, n. 214, in materia di riduzione percentuale dei trattamenti pensionistici, non trovano applicazione limitatamente ai soggetti  che maturano il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31  dicembre 2017»”

Pertanto, bisogna essere cauti ed aspettare le circolari applicative per  capire come interpretare il seguente testo: “Con effetto sui trattamenti  pensionistici decorrenti dal 1º gennaio 2015”.

Pur riconoscendo l’assurdità, da una prima lettura sembra che coloro che  siano cessati prima del 1/1/2015 (tra il 1/1/2012 e il 31/12/2014), non siano  compresi nel beneficio e continueranno a subire la trattenuta.

Altra interpretazione, un po’ forzata, potrebbe essere la seguente:  la trattenuta sarà abrogata anche per loro dal 1/1/2015, ma non verrà  restituito quanto trattenuto fino a tale data.

Come può constatare, siamo nel campo delle ipotesi e pertanto è opportuno  attendere le interpretazioni ufficiali, prima di trarre le dovute conclusioni.

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