Opzione donna e penalizzazione

Rosanna – insegno nella scuola dell’Infanzia dal settembre 1975,quindi al 31 agosto avro’ maturato 40 anni di contribuzione .Sono anche affetta da diabete insulino  dipendente, per cui devo fare in servizio da una a due iniezioni di insulina dopo aver effettuato i controlli della glicemia, o eventualmente assumere zuccheri e riposare qualche minuto in caso di ipoglicemie. Nel caso in cui volessi usufruire dell’ opzione donna , considerando che il diabete è una patologia grave , che penalizzazioni dovrei avere?  Grazie.

FP – Gentile Rosanna,

l’opzione donna a cui lei fa riferimento è stata introdotta dal comma 9  dell’art. 1 della legge 243/04 (Riforma Maroni) ed è sperimentale fino al  31/12/2015, quindi attualmente vigente, così come richiamato nella nota sulle  pensioni del MIUR, prot.18851 del 11/12/2014.

Le lavoratrici che accedono al pensionamento in virtù di quanto disposto dalla  normativa, conseguono il diritto all’accesso al trattamento pensionistico di  anzianità, in presenza di un’ anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni  e un’età pari o superiore a 57 anni e 3 mesi, optando per la liquidazione del  trattamento medesimo secondo le regole di calcolo del sistema contributivo.

Nella fattispecie, possiede entrambi i requisiti entro il 31/12/2014 e  pertanto può andare in pensione con decorrenza 1/9/2015.

Si ribadisce (come giustamente sottolineato da lei) che per la suddetta  opzione, il calcolo della pensione sarà completamente effettuato con il  sistema contributivo, oggettivamente più penalizzante rispetto ad un sistema  misto o sistema pro rata, di circa un 30%.

Naturalmente la percentuale è molto indicativa.

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