Pensionamento coatto per età anagrafica o anzianità contributiva

Francesco  – Gentile redazione, sono un docente di scuola superiore nato nel dicembre del 1951.  IL 31- 12- 2011, legge Fornero, avevo raggiunto quota 96 ma rimasi in servizio. Ora, il 1- 9- 2015, avrò 63 anni con 42 anni e 10 mesi di anzianità. Le chiedo se questa è una condizione per cui possa essere dimesso d’ufficio. Nel caso invece sia io a dare le dimissioni, incorro in qualche penalizzazione? Grazie.

FP – Gentile Docente,

in merito alla richiesta sul pensionamento forzato, le segnalo quanto segue.
La normativa in merito al pensionamento coatto dispone che questo possa
avvenire per:

a) età anagrafica;
b) anzianità contributiva.

1) Pertanto la cessazione d’ufficio per raggiunti limiti di età (punto a) si  ha quando, tenuto conto della prossima “uscita” ovvero 1/9/2015:
– entro il 31/8/2015 si compie 65 anni e contemporaneamente in possesso, al  31/12/2011, dei requisiti vigenti prima della riforma Fornero.
Di seguito si indicano, per completezza di informazione, i requisiti “pre- Fornero”:
– quota 96 (60/36 o 61/35);
– 40 anni di contributi;
– pensione di vecchiaia con 65 anni di età per gli uomini e 61 anni di età per  le donne con un minimo di 20 anni di contribuzione o 15 di contributi se in  servizio prima del 31/12/1992;

2) entro il 31/8/2015 si compie 66 anni e 3 mesi e non si è in possesso dei  requisiti di cui al punto1;

3) sono stati già destinatari di trattenimento in servizio concesso fino al  31/8/2015. Preciso che questa casistica non dovrebbe essere più valida in  seguito al DL 90/2014, ovvero non dovrebbero sussistere proroghe che siano  andate oltre il 31/8/2014.

Pertanto, non compiendo 65 anni entro il 31/8/2015 anche se in posseso del  requisito “pre-Fornero” ovvero quota 96 al 31/12/2011, non rientra nella casistica di pensionamento d’ufficio.

A conferma di quanto indicato, le evidenzio una parte della nota MIUR n.  18851 del 11/12/2014:
“Ne consegue che il personale che alla data del 31 dicembre 2011 ha maturato   i requisiti per l’accesso al pensionamento vigenti prima del decreto legge 6  dicembre 2011, n. 201 (sia per età, sia per anzinaità contributiva di 40 anni  indipendentemente dall’età, sia per somma dei requisiti di età e anzianità  contributiva – cd “quota”), e compie 65 anni di età entro il 31 agosto 2015  dovrà essere collocato a riposo d’ufficio”

Per quanto concerne il pensionamento d’ufficio per anzianità contributiva  (punto b), le segnalo che possono essere dimessi dal servizio d’ufficio, con  preavviso, coloro che al 31 agosto 2015 maturano:
a) uomini e donne: 40 anni se al 31/12/2011 avevano maturato i requisiti per  la pensione;
b) uomini 42 anni e 6 mesi;
c) donne 41 anni e 6 mesi.

Preciso che le dimissioni d’ufficio sono valide se l’anzianità maturata è
documentata.

In merito le segnalo la seguente parte della nota del MIUR n. 18851 del
11/12/2014:
“Tale facoltà può essere esercitata, con preavviso di sei mesi, anche nei  confronti del personale con qualifica dirigenziale, con decisione motivata,  esplicitando i criteri di scelta e senza pregiudizio per la funzionale  erogazione dei servizi:
– al compimento dei 40 anni di anzianità contributiva, nei confronti di  coloro che abbiano
maturato i requisiti per il diritto a pensione entro il 31 dicembre 2011;
– al compimento, entro il 31 agosto 2015, dell’anzianità contributiva di 41  anni e 6 mesi per le donne o 42 anni e 6 mesi per gli uomini.”

Come dice la nota, “tale facoltà può essere esercitata….”.

Considerata la sua anzianità contributiva al 31/8/2015 di 42 anni e 10 mesi,  potrebbe (condizionale d’obbligo) essere collocato d’ufficio in pensione, con  un preavviso di 6 mesi.

Ovviamente avendo il requisito “quota 96” al 31/12/2011, resta valida la  possibilità di presentare domanda di pensione con decorrenza 1/9/2015.

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