L’anzianità utile per il calcolo non può essere superiore a 40 anni

Giancarlo  – Data l’ultima legge di stabilità appena approvata, gli anni di contributi
eccedenti i 40 valgono ai fini pensionistici? P.S. Sono un insegnante che al 31 agosto cesserà il lavoro, in quanto raggiungerò 43 anni di contributi e 65 di età: grazie.

FP – Gentile Giancarlo,

in merito alla sua richiesta di chiarimento, ci tengo subito a precisare che  al momento, la questione che ci sottopone, al di là della complessità, non è  del tutto chiara, ed è opportuno attendere le circolari applicative per fare  chiarezza.

Cercherò comunque di darle delle indicazioni (personali), iniziando con  segnalarle i commi 707 e 708 della Legge di Stabilità:

707 – All’articolo 24, comma 2, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,  convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e’  aggiunto, in fine, il seguente periodo: «In ogni caso, l’importo  complessivo del trattamento pensionistico non puo’ eccedere quello che sarebbe stato liquidato con l’applicazione delle regole di calcolo vigenti prima della data di entrata in vigore del presente decreto  computando, ai fini della determinazione della misura del trattamento,  l’anzianita’ contributiva necessaria per il conseguimento del diritto alla  prestazione, integrata da quella eventualmente maturata fra la data di  conseguimento del diritto e la data di decorrenza del primo periodo utile per la corresponsione della  prestazione stessa.

708 – Il limite di cui al comma 707 si applica ai trattamenti  pensionistici, ivi compresi quelli gia’ liquidati alla data di entrata in vigore della presente legge, con effetto a decorrere dalla medesima data.

Quanto sancito dal comma 707, a mio avviso, potrebbe (condizionale d’obbligo)  significare che la misura della pensione sarà determinata secondo l’anzianità  utile per il pensionamento e non quella maturata, qualora quest’ultima  risultasse superiore.

Nella fattispecie, lei dovrebbe rientrare in questa casistica, visto che al  31/12/2011 aveva maturato i requisiti vigenti prima della riforma Fornero  (quota 96), ma non è andato in pensione ed é rimasto in servizio per  incrementare la pensione. (Preciso che la legge Fornero indicava chiaramente  che dal 1/1/2012 sarebbe stato introdotto il calcolo contributivo, anche per  coloro che avevano maturato i requisiti al 31/12/2011 ma restavano in  servizio).

Pertanto l’anzianità utile per il calcolo non può essere superiore a 40  anni.

Infine il comma 708 prevede che le pensioni dovranno essere ricalcolate  secondo il principio sancito dal comma 707 ovvero ricalcolare le pensioni di  quanti cessati dal servizio dal 1/1/2012 al 31/12/2014.

Ribadisco quanto affermato in premessa:  per trarre delle oggettive conclusioni bisogna attendere le circolari  applicative da parte dell’Inps e non nascondo che si potrebbe prospettare una  stagione di contenziosi.

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