Le istituzioni scolastiche hanno completa autonomia in materia di organizzazione e responsabilità delle visite guidate e viaggi di istruzione

Patrick – Buongiorno,gradirei avere una delucidazione da parte Vostra. Siamo in partenza per un itinerario didattico di un’intera giornata con due classi quinte di un istituto superiore. Una delle due classi ha uno studente H certificato PER NIENTE GRAVE E TOTALMENTE AUTOSUFFICIENTE che,in uscite passate,è stato presente anche senza insegnante H ma SOLO con insegnanti curricolari. La mia domanda è: nel dire”serve un accompagnatore ogni 15 alunni”,l’insegnante H rientra tra questi accompagnatori oppure conta solo per l’alunno H che segue e pertanto deve essere ritenuto un accompagnatore AGGIUNTIVO da non conteggiare negli accompagnatori effettivi (=quelli pari a uno ogni 15 alunni)? Questo è,a parer mio,un annoso problema sul quale ognuno dà la propria interpretazione,spesso per convenienza,ma senza riportare la legge precisa al riguardo. Mi piacerebbe sapere una volta per tutte qual è precisamente la legge che fa riferimento a questa circostanza e cosa prevede.

Paolo Pizzo – Gentilissimo Patrick,

l’interpretazione è, dal 1999, una sola e da noi sempre richiamata nelle risposte ai quesiti.

Con Circolare n. 2209/2012 il Ministero ha così disposto:

“L’effettuazione di viaggi di istruzione e visite guidate deve tenere conto dei criteri definiti dal Collegio dei docenti in sede di programmazione dell’azione educativa (cfr. art. 7, D.lgs. n. 297/1994), e dal Consiglio di istituto o di circolo nell’ambito dell’organizzazione e programmazione della vita e dell’attività della scuola (cfr. art. 10, comma 3, lettera e), D.lgs. n. 297/1994).

A decorrere dal 1° settembre 2000, il “Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche”, emanato con il D.P.R. 275/1999, ha configurato la completa autonomia delle scuole anche in tale settore; pertanto, la previgente normativa in materia (a titolo esemplificativo, si citano: C.M. n. 291 – 14/10/1992; D.lgs n. 111 – 17/03/1995; C.M. n. 623 – 02/10/1996; C.M. n. 181 – 17/03/1997; D.P.C.M. n. 349 – 23/07/1999), costituisce opportuno riferimento per orientamenti e suggerimenti operativi, ma non riveste più carattere prescrittivo.”

Come da noi sempre sostenuto nel momento in cui la scuola organizza una qualsiasi uscita (da quelle di un giorno agli stage piuttosto che le settimane bianche, i viaggi di integrazione culturale o connessi ad attività sportive ecc.), le circolari emanate a suo tempo dal Ministero non hanno più valore prescrittivo, ma assumono solo la funzione di suggerimenti di comportamento.

Questo perché tutte le uscite sono demandate agli organi collegiali competenti.

Le istituzioni scolastiche hanno quindi completa autonomia in materia di organizzazione e responsabilità delle visite guidate e viaggi di istruzione.

Spetta dunque agli Organi Collegiali fissare i criteri generali organizzativi di tutte le tipologie di uscita e ancora meglio approvare uno specifico Regolamento in tal senso

Inoltre il Collegio dei docenti e i Consigli di classe potranno intervenire per la programmazione didattica.

È quindi in un apposito Regolamento o comunque nelle delibere che poi gli Organi Collegiali attueranno che le scuole possono decidere tutto:

  • Il numero minimo di alunni che vi devono partecipare;
  • La partecipazione dei genitori o comunque familiari degli allievi;
  • La partecipazione del Dirigente, dei collaboratori scolastici e anche eventuali docenti in pensione;
  • La partecipazione dell’insegnante di sostegno o di un qualificato accompagnatore per gli allievi in disabilità;
  • Numero di accompagnatori per ogni tot. di allievi.
  • Destinazioni e mezzi di trasporto ecc.

Ad esempio, per il numero degli accompagnatori, l’art. 8/2 della C.M. 14/10/1992, n. 291precisava:

“…si conviene che nella programmazione dei viaggi debba essere prevista la presenza di almeno un accompagnatore ogni quindici alunni, fermo restando che l’eventuale elevazione di una unità e fino ad un massimo di tre unità complessivamente per classe può essere deliberata, sempre che ricorrano effettive esigenze connesse con il numero degli studenti e il bilancio dell’istituzione scolastica lo consenta”.

Tale indicazione (almeno un accompagnatore ogni quindici alunni) è ormai puramente indicativa, e ciò non toglie che le scuole possano decidere diversamente.

In conclusione, “serve un accompagnatore ogni 15 alunni” è una frase che non è più vincolante la cui interpretazione la può dare solo chi organizza il viaggio, che deve essere quindi discussa nelle opportune sedi collegiali al momento dell’organizzazione del viaggio e ancora meglio se preceduta da delle linee guida che ogni scuola potrebbe inserire all’interno di un proprio regolamento di istituto le quali poi saranno messe in pratica ed eventualmente integrate a seconda del viaggio e delle esigenze che si presentano.

Ciò vale per tutto compresa la partecipazione dell’insegnante di sostegno.

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