Graduatorie III fascia ATA: la valutazione del servizio dopo l’8 ottobre 2014 e la compatibilità all’esercizio di attività commerciali

Daniela – Buongiorno Lalla, in ottobre ho riconfermato l’iscrizione alla lista del personale ATA per la III fascia; a distanza di un mese ho accettato un part-time come collaboratore tecnico, con contratto fino "all’avente diritto"; finora ho svolto oltre i 30 giorni lavorativi. Quando uscirà la nuova graduatoria (e quindi probabilmente finirà il contratto), come potrò aggiornare il mio punteggio? Esso varrà sia per la lista di assistente tecnico sia per quello di amministrativo? Inoltre vorrei chiederLe se, nel caso aprissi la partita IVA, potrei comunque svolgere questo lavoro nel caso mi richiamassero. La ringrazio della disponibilità.

di Giovanni Calandrino – Gentilissima Daniela, il “nuovo” servizio, quindi il servizio svolto dopo l’8 ottobre 2014, va inserito nella prossima tornata concorsuale. Infatti, con riferimento al D.M. 717/2014 TUTTI i titoli valutabili ai fini del presente decreto dovevano essere posseduti alla data di scadenza del termine di presentazione della domanda di inserimento o di conferma.

Partita Iva e compatibilità con l’esercizio di attività commerciali:

La principale norma di riferimento oggi è l’art. 53 del D.Lgs. 30.3.2001, n. 165 (testo unico sul pubblico impiego) il quale riprende l’Art. 58 del D.Lgs. 3.2.1993, n. 29, così come modificato dal D. Lgs. 31.3.1998, n. 80, nonché il TU 3/1957 e la L. 662/1996. Tale norma, nel rispetto del principio generale dell’esclusività del rapporto di lavoro pubblico, disciplina il conferimento e le autorizzazioni degli incarichi retribuiti ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e determinato. L’aspettativa per motivi di famiglia o di studio non fa venire meno il dovere di esclusività che caratterizza il lavoro alle dipendenza della pubblica amministrazione.

La disciplina più specifica, relativa alle incompatibilità del personale docente, è contenuta essenzialmente nell’art. 508 del D. Lgs. 297/94 (che il D.Lgs n. 165/01 richiama) e nell’art. 33 del Ccnl 2003.

Per il personale Ata, invece, non essendoci disposizioni specifiche valgono le norme di carattere generale previste per gli altri pubblici dipendenti e l’art. 57 del Ccnl 2003.

Il dipendente pubblico è obbligato a prestare il proprio lavoro in maniera esclusiva nei confronti dell’Amministrazione da cui dipende. A questo principio di carattere generale fanno eccezione alcuni regimi speciali (ad esempio la possibilità per i docenti di esercitare la libera professione) ed il personale in part time con prestazione lavorativa non superiore al 50%.

Sono da considerarsi attività incompatibili:

  • l’esercizio di attività commerciale, industriale o di tipo professionale che non prevedono uno specifico albo (ad esempio istruttore di scuola guida);
  • l’impiego alle dipendenze sia di privati che di enti pubblici;
  • l’incarico in società costituite a fini di lucro, tranne che si tratti di cariche in società od enti per i quali la nomina è riservata allo Stato.

Pertanto per i motivi sopra menzionati, a parere dello scrivente, non è possibile aprire una partita IVA per l’esercizio di attività commerciali.

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