Indennità di maternità fuori nomina. Chiarimenti per la scuola

Scuola – Si richiedono chiarimenti in quanto abbiamo il caso di una docente che e’stata da noi convocata per una supplenza di un solo giorno. la docente, residente in altra provincia accetta la supplenza di un solo giorno da noi proposta, ma dice di non poter prendere servizio perche’ incinta ma non in possesso del decreto di astensione anticipata, ma e’ solo in possesso di un certificato medico che le prescrive riposo per 30 gg. la pratica di interdizione presentata in seguito riporta la data successiva al ns. contratto. le abbiamo comunque fatto il contratto per interdizione anticipata, e ad oggi la docente continua a chiederci l’indennita’ per maternita’ fuori nomina. chiediamo se abbiamo agito correttamente stipulando il contratto per astensione anticipata e se spetta l’indennita’ fuori nomina?

Paolo Pizzo – Gentile scuola.

la procedura è corretta.

Si evidenzia inoltre come  nella Circolare ministeriale n. 39 del 24 gennaio 1985 l’allora MPI aveva disposto che il personale docente e non docente non di ruolo, che consegua ed accetti la nomina in costanza di un periodo di astensione obbligatoria per gravidanza o puerperio, ha diritto alla valutazione ai fini giuridici, quale effettivo servizio, del predetto periodo di astensione obbligatoria entro i limiti di durata della supplenza temporanea o annuale conferitagli ma non ha alcun titolo a percepire l’indennità di maternità prevista dal primo comma dell’art. 15 della Legge n. 1204/71 né per la durata della nomina né, tanto meno, nei casi contemplati dal successivo art. 17 della medesima Legge n. 1204 per i periodi di interdizione dal lavoro successivi alla scadenza della nomina stessa

Con successiva Circolare ministeriale n. 61 del 4 marzo 1988 lo stesso MPI precisava che le istruzioni impartite con la citata C.M. n. 39 del 24/1/1985, circa l’applicabilità al personale docente e non docente non di ruolo della scuola del richiamato art. 17, secondo comma, della legge n.1204/71, possono intendersi valide anche in relazione alle ipotesi in cui non siano decorsi più di 60 giorni tra la fine della nomina di supplenza temporanea o annuale e l’inizio di un periodo di interdizione dal lavoro ai sensi dell’art. 5 della medesima legge n.1204/71.

Ad oggi non ci sono più dubbi sulla equiparazione (anche economica) tra congedo obbligatorio e interdizione per gravi complicanze.

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