A cosa è servita la domanda di III fascia ATA se non ci saranno più supplenze?

Giulia – Gentilissima Lalla, le scrivo perché qualche giorno fa discutendo con la segretaria di una scuola di Cagliari mi sono sentita dire: “guardi… non si preoccupi del punteggio, tanto nemmeno il primo in graduatoria (che aveva un punteggio di circa 86) avrà alcuna possibilità di essere mai chiamato, dal ministero ci hanno fatto sapere che non saranno autorizzate chiamate dalle graduatorie in nessun caso, per la politica di contenimento delle spese”. Ma allora che cosa abbiamo fatto a fare la domanda?

Lalla – gent.ma Giulia, la risposta della segretaria è inesatta, anche se l’allarme supplenze ATA è effettivamente molto alto.

L’aggiornamento delle graduatorie di istituto di III fascia era un atto dovuto, nel senso che è previsto dalla normativa e andava fatto. Certo, forse non ci si aspetta più di un milione di richieste, ma questo è un segno della crisi lavorativa in atto. Quindi, è vero che di fronte ad elenchi molto lunghi, anche con 3.000 candidati, sperare in supplenze tali che permettano l’acquisizione dei 24 mesi utili per il passaggio nella graduatoria permanente, ora come ora è utopia.

Sul fatto che non lavorerà neanche il primo in graduatoria invece sarei più cauta.

E’ vero che la legge di Stabilità ha imposto delle misure restrittive sulle supplenze

“Abolita la possibilità dal 1 settembre 2015 di conferire supplenze brevi a: a) personale appartenente al profilo professionale di assistente amministrativo, salvo che presso le istituzioni scolastiche il cui relativo organico di diritto abbia meno di tre posti; b) personale appartenente al profilo di assistente tecnico; c) personale appartenente al profilo di collaboratore scolastico, per i primi sette giorni di assenza. Alla sostituzione si può provvedere mediante l’attribuzione al personale in servizio delle ore eccedenti di cui ai periodi successivi. Le ore eccedenti per la sostituzione dei colleghi assenti possono essere attribuite dal dirigente scolastico anche al personale collaboratore scolastico. Conseguentemente le istituzioni scolastiche destinano il Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa prioritariamente alle ore eccedenti.”

ed è anche vero che

saranno tagliate 2.020 posti ATA a seguito del piano di dematerializzazione delle segreteria, ma questo non vuol dire che in assoluto non ci saranno supplenze. Dipenderà da molte circostanze al momento non prevedibili, nè è possibile affermare, per tutte le graduatorie di italia, che il primo lavorerà  e il secondo no.

Certo, la mancanza di una programmazione per le immissioni in ruolo è la parte più offensiva di tutto il piano Renzi.

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