Aspettativa e part time ciclico. Chiarimenti

Stefania – Sono una insegnante di scuola primaria ed ho intenzione di chiedere l’aspettativa per motivi di famiglia e/o il congedo biennale non retribuito dal 1/9/2015. Desideravo conoscere la vostra opinione su come vanno conteggiate le suddette aspettative in presenza di part-time verticale ciclico (settembre – gennaio).

Paolo Pizzo – Gentilissima Stefania,

l’art 39, comma 11 del CCNL del comparto scuola dispone che “I lavoratori a tempo parziale verticale hanno diritto ad un numero di giorni proporzionato alle giornate di lavoro prestate nell’anno”.

La circolare n. 1 del 3.02.2013 del Dipartimento della Funzione Pubblica chiarisce che “in caso di part time verticale la durata del congedo deve essere riproporzionata in osservanza della regola generale espressa nelle clausole, precisandosi che tale modalità applicativa continua ad applicarsi sin quando perdura la situazione che l’ha originata, ossia sino a quando il dipendente fruisce del part-time verticale”.

Pertanto anche nel part time ciclico ovvero un part time che comporta la prestazione lavorativa  in tutti i giorni lavorativi, solo alcuni mesi dell’anno, oppure soltanto in alcune settimane o in alcuni giorni della settimana, va applicato tale principio.

Partendo quindi dal presupposto che qualsiasi congedo o aspettativa non possano essere richiesti nei periodi di sospensione totale dell’attività lavorativa, quindi nei mesi in cui non si lavora, quando  sono richiesti durante l’effettivo svolgimento della prestazione lavorativa bisognerà attenersi a quanto disposto dalla FP nel caso di part time verticale ovvero prestazione lavorativa in alcuni giorni della settimana per un periodo predeterminato (settembre – gennaio). La durata del congedo andrà dunque riproporzionata.

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