Più supplenti che sostituiscono un titolare. Chiarimenti per la scuola

Scuola – Si chiede come operare riguardo alla situazione di seguito descritta: sul posto di una docente titolare, assente per complicanze gestazione sino al 18/04/2015, è stata nominata una supplente temporanea sino a tale data; il giorno 19/01/2015 è giunta comunicazione di interruzione di gravidanza della titolare (verificatasi entro i 180giorni) e di assenza della stessa per malattia dal giorno successivo (20/01/2015) sino al 18/02/2015.  In data 24/01/2015 la supplente si è assentata a sua volta per complicanze gestazione (sino al 24/03/2015) Si chiede: 1)  è possibile revocare il contratto alla docente supplente che a sua volta è in interdizione per maternità dal 24/01/2015? 2  In caso negativo si deve comunque cambiare codifica (da N15 a N01) dal momento che non è più su maternità ma su malattia e come tale va pagato dalla Scuola? 3) la scuola ha provveduto, in data 28/01/2015, alla sostituzione della supplente sino al 18/02/2015 – data di scadenza della malattia della titolare – inserendo il contratto in piattaforma come sostituzione su maternità (pagato dal tesoro). Ha operato bene?

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

dividiamo la risposta per argomenti di interesse.

INTERRUZIONE DI GRAVIDANZA

Ai sensi dell’art. 19 del D. Lgs. n. 151/2001 l’interruzione della gravidanza, spontanea o volontaria, nei casi previsti dagli articoli 4, 5 e 6 della legge 22 maggio 1978, n. 194, è considerata a tutti gli effetti come malattia.

Ai sensi del decreto sopra citato e del Messaggio INPS n. 9042 del 18 aprile 2011 sono due le ipotesi previste:

  1. L’interruzione spontanea o terapeutica della gravidanza che si verifichi a decorrere dal 180° giorno (compreso) dall’inizio della gestazione è da considerare parto, con  conseguente riconoscimento – previo accertamento degli altri presupposti e requisiti di legge – del  diritto al congedo di maternità ed al correlativo trattamento economico previdenziale.

La dipendente in questo caso dovrà essere collocata in congedo di maternità “post partum” per tre mesi dal giorno successivo a quello dell’aborto (non avrà comunque diritto ai riposi per l’allattamento, al congedo parentale e alla conservazione del posto di lavoro sino all’anno di vita del bambino. Tutte tutele che sono invece previste per la lavoratrice nei casi di vivenza del bambino).

  1. Si considera aborto, con conseguente diritto all’indennità di malattia, l’interruzione spontanea o terapeutica di gravidanza che si verifichi prima del suddetto 180° giorno, ossia, più precisamente, entro il 179° giorno dall’inizio della gestazione (art. 12, comma 1, del D.P.R. 1026 del 1976).

Dal momento che ci troviamo nel secondo caso è utile precisare che anche tali assenze, pur avvenendo entro il 179º giorno dall’inizio della gestazione, non si cumulano con precedenti o successivi periodi di malattia e non sono  quindi  computabili  nel  periodo  massimo  previsto  dalla  normativa  contrattuale  per  la  conservazione del posto di lavoro.

REVOCA CONTRATTO

L’Aran ha avuto modo di chiarire che:

“Si fa presente che l’art. 18 comma 2 lett c) del CCNL 04/08/1995 prevedeva espressamente la risoluzione del contratto stipulato con il supplente a seguito del “rientro anticipato del titolare”, questa norma non è stata più ripresa dai successivi CCNL per cui si deve considerare non più applicabile.”

Pertanto la risposta è NO. Non potete quindi rescindere il contratto del supplente qualunque sia la ragione che ha determinato l’interruzione dell’assenza della titolare. La titolare, quindi, se la prima assenza era successiva al 18/02, rientrerà a scuola a disposizione, a meno che ovviamente non si assenterà ancora ad altro titolo, e il titolare rimane nelle classi fino alla naturale scadenza del primo contratto stipulato. Nel caso la titolare continuerà ad assentarsi oltre la prima data “originaria”, alla supplente ora collocata in interdizione per gravi complicanze spetterà la proroga contrattuale in quanto ritenuta in effettivo servizio (art. 12 CCNL/2007).

Il codice per tale supplenza è N 17 ovvero personale supplente che, entro il periodo di astensione obbligatoria, ivi compresi i periodi d’interdizione dal lavoro per gravi complicanze della gravidanza, è nominato in sostituzione d’altro personale.

SOSTITUZIONE DELLA SUPPLENTE

La seconda supplente avrà il codice N01 poiché il primo assente è in congedo per motivi diversi dalla maternità (malattia).

Pertanto è a carico delle DPEF solo la retribuzione della prima supplente in quanto rientra nella fattispecie indicata alla lettera c) della nota MIUR n. 1977 del 12 ottobre 2007, (come detto “personale supplente che, entro il periodo di astensione obbligatoria, è nominato in sostituzione di altro personale”) e non anche il secondo, in quanto la necessità della sostituzione è originata dal primo assente, in congedo per motivi diversi dalla maternità.

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