Immissioni in ruolo. Perchè distinguere tra abilitati con servizio?

Marianna – Cara Lalla, ti scrivo per avere un chiarimento, se possibile. Sento parlare della futura riforma della scuola e sulla possibile assunzione degli abilitati da GI con 36 mesi di servizio. Io sono abilitata PAS ed inserita in II fascia delle graduatorie di istituto.

Sono diversi anni che ho contratti fino al 30 giugno ma non sono su cattedre vacanti e disponibili, nel senso che sono coperture di maternità, oppure spezzoni orari di 12 o 9 ore oppure cattedre rimaste vacanti da Provveditorato.

Ora mi chiedo: in tutto questa confusione tra noi precari abilitati è ancora necessario fare una ulteriore suddivisione? Il requisito 36 mesi non potrebbe corrispondere al lavoro effettivamente svolto non dal tipo di contratto? Purtroppo, ma per fortuna, anche gli spezzoni orari sono per noi precari importanti attività lavorative che richiedono gli stessi tempi e le stesse modalità di organizzazione di un normale contratto da 18 ore.

Da questa riforma io come insegnante, come persona che lavora quotidianamente con i ragazzi, con le loro difficoltà e capacità, con la loro voglia di apprendere, mi aspetto buone notizie ma sono anche spaventata.

Ecco, chiedo a te, di far luce su questa mia problematica, comune a molti miei colleghi. Grazie

Lalla – gent.ma Marianna, non è ancora il momento di fare chiarezza. Il Ministero stesso e gli esponenti di Governo hanno lanciato dei sassolini ma non hanno ancora gettato l’ancora per l’approdo finale.

I documenti sono in via di stesura, probabilmente saranno anche perfezionabili tramite il percorso parlamentare, per cui attendiamo di conoscere gli esiti di questa grande riflessione durata mesi (e che dovrebbe risolvere un problema ventennale).

Il primo appuntamento da cui sarà possibile avere delle anticipazioni è la festa del PD sulla scuola, programmata per domenica 22 febbraio. A seguire la presentazione dei provvedimenti in Parlamento.

Renzi, spero il 27/28 febbraio di chiudere riforma scuola. Centemero, mettere a centro studenti non precari

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