Validità del certificato prodotto dall’ospedale e disposizione della visita fiscale

Giusi – Ho urgente bisogno di una tua risposta.  Sono una docente di ruolo della scuola primaria. A settembre ho avuto un aborto al settimo mese di gravidanza…puoi immaginare il dolore…  Mi sono stati riconosciuti i 5 mesi di astensione che stanno però per finire. Durante questi mesi e ancora adesso seguo delle terapie antidepressive e anticoagulanti. Sto anche curando problemi di carattere ginecologico seguita da una struttura ospedaliera. A breve ho una visita di controllo.  Se dovessero proseguire i problemi ginecologici, il certificato che mi rilascerà l’azienda ospedaliera sarà valido per giustificare eventuale assenza per malattia?  La malattia certificata dall’ospedale è sottoposta a visita fiscale?  Quale la normativa di riferimento?

Paolo Pizzo – Gentilissima Giusi,

la validità dei certificati rilasciati dalle strutture ospedalieri è datata ma ancora valida.

La circolare INPS 99/96 chiariva che  la certificazione sanitaria rilasciata, anche su modulario non regolamentare, da medici diversi da quelli di “libera scelta”, compresa quella emessa dagli ospedali e dalle strutture di pronto soccorso all’atto della dimissione, e’ da ritenere valida ai fini dell’erogazione dell’indennità di malattia a condizione che contenga i requisiti sostanziali richiesti (intestazione, nominativo del lavoratore, data, firma, diagnosi e prognosi di incapacità al lavoro).

La stessa INPS ritorna sull’argomento con circolare 136/2003 disponendo che l’Istituto attribuisce validità, ai fini dell’erogazione delle prestazioni economiche di malattia, anche alla certificazione rilasciata dagli ospedali o dalle strutture di pronto soccorso.

Su tale aspetto ritiene opportuno precisare che limitatamente alle giornate di ricovero e/o alla giornata in cui è stata eseguita la prestazione di pronto soccorso così documentate,  agli effetti del riconoscimento del diritto alla prestazione, è sufficiente che la certificazione suddetta sia redatta su carta intestata e riporti le generalità dell’interessato, la data del rilascio, la firma leggibile del medico e l’indicazione della diagnosi.

Eventuali semplici “attestazioni” di ricovero, in genere carenti della diagnosi, non sono pertanto da ritenere valide ai fini certificativi.

Quindi nessun dubbio sulla validità.

Per quanto riguarda la visita fiscale si precisa che non esiste un divieto stabilito dalla norma, ma a mio avviso non ce ne dovrebbe essere bisogno:

Può una struttura pubblica disporre una visita fiscale su un certificato rilasciato da un’altra struttura pubblica?

Se ciò dovesse avvenire il dirigente potrebbe incorrere nel danno all’erario.

Un in bocca al lupo per tutto il resto.

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