Il congedo obbligatorio non si raddoppia in caso di adozione di due o più fratelli

Dirigente scolastica – Una collaboratrice scolastica a tempo indeterminato,in data 03-10-2014,ha ottenuto l’affidamento di 2 fratelli,nati nel 2003 e nel 2006. Attualmente è  in astensione obbligatoria per mesi 3 dal giorno 1-12-2014. In data odierna richiede ulteriore periodo di 3 mesi in quanto i bambini affidati sono 2.La collaboratrice afferma di avere prodotto tale richiesta dopo aver consultato il suo sindacato. In base alla normativa vigente,credo di non poter soddisfare la richiesta;credo che la collaboratrice debba richiedere,se vuole,solo astensione facoltativa. Chiedo una consulenza a tale riguardo.

Paolo Pizzo – Gentile Dirigente,

per ciò che riguarda i figli naturali l’INPS ha avuto modo di chiarire che con la nascita di due o più gemelli il congedo di maternità (ex astensione obbligatoria) non raddoppia ma rimane invariato (5 mesi complessivi). Rileva infatti l’evento parto.

Invece, in caso di parti successivi a distanza di un anno spettano due distinti periodi di congedo di maternità in relazione a ciascun parto.

Ho premesso questo perché in caso di adozione di due o più fratelli il concetto sopra esposto si sposta nelle adozioni.

Infatti, il congedo di maternità è collegato alla procedura adottiva, che è sempre unica, anche in caso di adozione di due o più fratelli.

Pertanto, la lavoratrice dipendente che abbia adottato due o più fratelli minori stranieri ha diritto all’astensione dal lavoro per un periodo pari a cinque mesi e un giorno (che corrisponde al giorno di ingresso del minore in Italia), quale che siano l’età dei minori all’atto dell’adozione.

Il congedo è strettamente legato all’effettivo ingresso dei minori in Italia e può essere fruito entro i cinque mesi successivi alla data dell’ingresso.

A riguardo fa fede la data dell’autorizzazione all’ingresso ed alla residenza permanente in Italia rilasciata dalla Commissione per le adozioni internazionali.

Si precisa inoltre che ferma restando la durata massima complessiva del congedo (5 mesi ed un giorno), la madre adottiva può usufruire di parte del congedo di maternità anche prima dell’ingresso dei minori in Italia, e cioè durante il periodo di permanenza all’estero, richiesto per l’incontro con i minori e gli adempimenti relativi alla procedura adottiva. La parte residua del congedo di maternità, che non sia stata fruita antecedentemente all’ingresso del minore in Italia, può essere utilizzata, anche in maniera frazionata, entro i cinque mesi dal giorno successivo all’ingresso medesimo.

L’ente autorizzato che ha ricevuto l’incarico di curare la procedura di adozione certifica la durata del periodo di permane

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