Mobilità: la precedenza per assistenza alla zia la potrebbe avere solo il tutore legale

Giuliano – sono un docente di scuola secondaria di secondo grado neoimmesso in ruolo. Essendo stato “arruolato” dalle graduatorie regionali del concorso ordinario bandito nel 1999 ho accettato per una provincia differente da quella in cui risiedo con la mia famiglia.  Dovendo ora produrre domanda per la mobilità vorrei sapere se posso usufruire dell’avvicinamento per assistere una zia in situazione di disabilità grave. La zia vive da sola ed i parenti più vicini che possono assisterla siamo io e mia sorella.  Ho posto la domanda al sindacato il quale mi ha risposto che devo necessariamente risiedere nello stesso comune della zia, ma non mi sembra che questo sia un requisito risultante dall’articolo della legge 104 in cui si parla di ciò. Chi ha ragione ?

Paolo Pizzo – Gentilissimo Giuliano,

a mente dell’art. 7/1 punto V del CCNI avete torto tutti e due.

La precedenza di cui al quesito è prevista per assistenza al coniuge, al figlio (precedenza per entrambi i genitori) , al fratello/sorella (a determinate condizioni) e a chi esercita la tutela legale. È inoltre prevista, a determinate condizioni, per l’assistenza al genitore (precedenza per il figlio referente unico). È esclusa la precedenza per altri familiari al di fuori di quelli menzionati.

Pertanto non è possibile richiedere un trasferimento per “avvicinamento” alla zia in quanto non rientra fra i familiari sopra menzionati.

L’unica possibilità sarebbe per il tutore legale.

La figura del “tutore legale” (assegnata con un preciso mandato dal giudice del tribunale competente) è riferita anche all’assistenza di altri soggetti, non necessariamente del solo figlio (quindi anche di un adulto). Si può quindi assistere uno zio, un cugino ecc. purché ci sia un preciso mandato dal giudice del tribunale competente.

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