Graduatoria interna: punteggio per esigenze di famiglia. Confusione tra precedenza e assistenza al disabile

Scuola – Buongiorno abbiamo bisogno di delucidazioni per il punteggio delle schede  soprannumerari visto che perdiamo due classi e ci sarà contrazione di organico. Nel nostro istituto ci sono dipendenti con genitori o figli per i quali usufruiscono della L. 104 ma che non risiedono nel comune di titolarità  (comuni di Milano, Sesto San Giovanni). Vanno attribuiti i 6 punti del punto D? Chi non ha il coniuge nel comune di titolarità o è separato può avere in alternativa i sei punti  per il familiare con L.104 non residente nel  comune di titolarità? Chi non ha il coniuge o è separato  può chiedere i sei punti per un figlio maggiorenne non convivente ma residente nello stesso comune di titolarità?

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

capita spesso che un docente che assista il familiare disabile art 3 comma 3 legge 104/92 indichi nella domanda di trasferimento e in quella delle graduatorie interne di istituto la lettera D della parte relativa alle esigenze di famiglia confondendo l’eventuale precedenza per assistenza al disabile con l’attribuzione di un punteggio.

Si precisa che la lettera D in questione e il relativo punteggio va infatti considerata solo a particolari condizioni indicate chiaramente dalla nota 9 della tabella allegata al CCNI, dall’art. 9 (certificazioni) sempre dell’attuale CCNI e dell’O.M. 4/2015

a) figlio minorato, ovvero coniuge o genitore, ricoverati permanentemente in un istituto di cura;

b) figlio minorato, ovvero coniuge o genitore bisognosi di cure continuative presso un istituto di cura tali da comportare di necessità la residenza nella sede dello istituto medesimo.

c) figlio tossicodipendente sottoposto ad un programma terapeutico e socio-riabilitativo da attuare presso le strutture pubbliche o private, di cui agli artt.114, 118 e 122, D.P.R. 9/10/1990, n. 309, programma che comporti di necessità il domicilio nella sede della struttura stessa, ovvero, presso la residenza abituale con l’assistenza del medico di fiducia come previsto dall’art. 122, comma 3, citato D.P.R. n. 309/1990.

Il ricovero permanente del figlio, del coniuge o del genitore deve essere documentato con certificato rilasciato dall’istituto di cura. Il bisogno, da parte dei medesimi, di cure continuative tali da comportare di necessità la residenza o il domicilio nella sede dell’istituto di cura, deve essere, invece, documentato con certificato rilasciato da ente pubblico ospedaliero o dall’azienda sanitaria locale o dall’ufficiale sanitario o da un medico militare.

Ai sensi dell’art. 94, comma 3, della L. 289/02, la situazione di gravità delle personale con sindrome di Down può essere documentata, anche ai fini della mobilità, mediante certificazione del medico di base.

L’interessato deve, altresì, comprovare con dichiarazione personale, redatta a norma delle disposizioni contenute nel D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, così come modificato e integrato dall’art. 15 della legge 16 gennaio 2003 n. 3 edall’art. 15 comma 1 della L. 183/2011, che il figlio, il coniuge, il genitore può essere assistito soltanto nel comune richiesto per trasferimento, in quanto nella sede di titolarità non esiste un istituto di cura presso il quale il medesimo può essere assistito.

Per i figli tossicodipendenti l’attuazione di un programma terapeutico e socio-riabilitativo deve essere documentato con certificazione rilasciata dalla struttura pubblica o privata in cui avviene la riabilitazione stessa (artt.114, 118 e 122 D.P.R. 9.10.1990, n. 309).

L’interessato deve comprovare, sempre con dichiarazione personale, che il figlio tossicodipendente può essere assistito soltanto nel comune richiesto per trasferimento, in quanto nella sede di titolarità non esiste una struttura pubblica o privata presso la quale il medesimo può essere sottoposto a programma terapeutico e socio-riabilitativo, ovvero perché in tale comune – residenza abituale – il figlio tossicodipendente viene sottoposto a programma terapeutico con l’assistenza di un medico di fiducia come previsto dall’art. 122, comma 3, citato D.P.R. n. 309/1990. In mancanza di detta dichiarazione, la documentazione esibita non viene presa in considerazione.

Si precisa inoltre che  nelle graduatorie interne il punteggio, sempre tenendo conto delle circostanze finora citate, vale SOLO quando il comune in cui può essere prestata l’assistenza COINCIDE con il comune di titolarità del docente oppure è ad esso viciniore, qualora nel comune medesimo non vi siano sedi scolastiche richiedibili.

Per ciò che riguarda l’ultimo quesito: Se ci si riferisce al semplice non allontanamento dal figlio ovvero lettera A e non D delle esigenze di famiglia, la risposta è positiva.

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