Riduzione oraria giornaliera per il disabile in situazione di gravità. Chiarimenti per il Dirigente.

Dirigente Scolastico  – si chiede cortesemente di conoscere se esiste la possibilità di  usufruire  di orario ridotto per un docente a tempo determinato fino al termine  delle attività didattiche  ad orario completo, che intende rientrare in servizio dopo un periodo di congedo per gravi patologie ed in possesso di  l.104 art. 3 comma 3.

Paolo Pizzo – Gentile Dirigente,

l’art. 33/6 della legge 104/92 prevede che il dipendente disabile in situazione di gravità (art.3 comma 3) può, alternativamente ai tre giorni di permesso retribuito, fruire di due ore di permesso orario giornaliero retribuite. Ciò vale anche  per il personale della scuola indipendentemente se a tempo determinato o indeterminato.

Si riporta a tal proposito un Orientamento Aran per il comparto Scuola:

ai sensi dell’art. 15, comma 6 del CCNL del 29.11.2007 del comparto scuola, i dipendenti hanno diritto ai tre giorni di permesso di cui all’art. 33, comma 3, della legge n. 104/92. Tali permessi sono retribuiti, non sono computati ai fini del raggiungimento del limite fissato dai precedenti commi, non riducono le ferie e devono essere possibilmente fruiti in giornate non ricorrenti.

Il successivo comma 7 dell’art. 15 sopra citato dispone, inoltre, il diritto del dipendente ad altri permessi retribuiti previsti da specifiche disposizioni di legge.

Ne consegue che il dipendente della scuola portatore di handicap in situazione di gravità potrà usufruire alternativamente dei tre giorni di permesso retribuito, oppure, come sancito dall’art. 33, comma 6 della legge n. 104 del 1992, di due ore di permesso orario giornaliero retribuite.

Tali ore, essendo equiparate a quelle per l’allattamento dalle circolari INPDAP n. 49 del 2000 e n. 33 del 2002  e dalla circolare INPS n. 139 del 2002, ne prevedono analoga distribuzione: due ore al giorno per un orario lavorativo giornaliero pari o superiore alle sei ore, una ora al giorno per un orario inferiore alle sei ore.

Infine si ritiene utile richiamare la circolare INPS n. 100 del 24 luglio 2012 intervenuta sulla materia .

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