Supplenze: l’art 37 non è ad interpretazione del Dirigente scolastico

Fabrizia – sono supplente su sostegno dal 22 gennaio 2015 e il docente che sostituisco ha reso noto che ha l’intenzione di rientrare dopo il 30 aprile(è assente continuativamente dal mese di ottobre)per mettersi a disposizione delle classi. La Dirigente afferma che non ha intenzione di farlo rientrare a disposizione ma sulla sua cattedra di sostegno in quanto asserisce che l’art.37 del C.C.N.L.non specifica che ci si riferisce anche al sostegno ma solo alle classi,di conseguenza l’art.è  oggetto di interpretazione. Vorrei capire se una Dirigente può interpretare a modo suo un art. che a me sembra senza alcun dubbio chiaro(anche se non parla di sostegno)e quindi sapere se per caso esiste una normativa a riguardo che possa permettere questa decisione. La ringrazio.

Paolo Pizzo – Gentilissima Fabrizia,

l’art. in questione non è interpretabile nel senso che intende il Dirigente.

Tale art dispone che “Al fine di garantire la continuità didattica, il personale docente che sia stato assente, con diritto alla conservazione del posto, per un periodo non inferiore a centocinquanta giorni continuativi nell’anno scolastico, ivi compresi i periodi di sospensione dell’attività didattica, e rientri in servizio dopo il 30 aprile, è impiegato nella scuola sede di servizio in supplenze o nello svolgimento di interventi didattici ed educativi integrativi e di altri compiti connessi con il funzionamento della scuola medesima. Per le medesime ragioni di continuità didattica il supplente del titolare che rientra dopo il 30 aprile è mantenuto in servizio per gli scrutini e le valutazioni finali. Il predetto periodo di centocinquanta giorni è ridotto a novanta nel caso di docenti delle classi terminali.”

Come si evince chiaramente dall’art non ci sono differenze per ciò che riguarda le classi di concorso, posto comune o sostegno, nonché tra gli ordini di scuola.

Non potrebbe infatti essere diversamente dal momento che il fine dell’art è il riconoscimento della continuità didattica degli allievi indipendentemente se disabili o meno.

Pertanto la norma va assolutamente applicata a tutti i docenti e a tutti gli ordini e gradi di scuola.

Giova inoltre ricordare al Dirigente che il principio generale è che “Nell’applicare la legge, non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole, secondo la connessione di esse, e dalla intenzione del legislatore”.

Devi quindi consigliare al DS di non assegnare un altro significato se non quello proprio dell’art. 37, senza quindi attribuirgliene un altro che risulterebbe alquanto arbitrario.

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