Incompatibilità e attività agricola. Chiarimenti per il Dirigente scolastico

Dirigente Scolastico  – Spett.le Orizzonte Scuola, una docente di ruolo a tempo pieno mi chiede l’autorizzazione all’apertura di partita IVA per attività agricola e iscrizione alla Camera di Commercio come imprenditore agricolo. Specifica che comporterebbe per lei  un impegno marginale, non abituale e non continuativo  e comunque fuori dell’orario di ufficio . E’ possibile concedere l’autorizzazione? In attesa di riscontro, porgo cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima Dirigente,

è noto come i riferimenti normativi per stabilire le incompatibilità del pubblico dipendente siano da ricercare nell’a art. 60 del DPR 3/1957, art. 53 del D.Lgs. 165/2001 e nell’ art. 508 T.U. 297/1994.

In particolare l’art. 53, comma 1, del D.L.vo n. 165 del 2001 stabilisce che resta ferma per tutti i dipendenti pubblici la disciplina delle incompatibilità dettata dagli artt. 60 e segg. del DPR n. 3 del 1957, che vietano ai lavoratori pubblici l’esercizio di attività commerciali ed industriali, l’esercizio di professioni, l’assunzione di impieghi alle dipendenze di privati e di cariche in società aventi fine di lucro.

Inoltre tali attività per essere in contrasto con il lavoro di pubblico dipendente devono rivestire il carattere, oltre che della continuità, anche della professionalità, intendendo per tale un’attività che sia prevalente rispetto ad altre nonché direttamente ed adeguatamente lucrativa.

Dal quesito non è chiaro se la docente sarà un coltivatore diretto, titolare in una società agricola a conduzione familiare o vero e proprio titolare di un’azienda agricola. Il mio parere è che l’apertura di una partita IVA e la dicitura “imprenditore agricolo” riportata nel quesito fanno presupporre che rientri proprio in quest’ultimo caso ovvero come attività imprenditoriale a tutti gli effetti.

Ora, mentre il Consiglio di Stato si è espresso in modo favorevole per la compatibilità con il lavoratore di dipendente pubblico se si tratta di  partecipazione in società agricole a conduzione familiare qualora l’impegno richiesto sia modesto o non continuativo, ha invece ritenuto incompatibile l’esercizio di attività artigianale in maniera professionale e lucrativa per la produzione di beni e servizi. In questo caso, infatti, presupponendo quindi anche un’assunzione di personale (es. braccianti), non può trattarsi di attività occasionale e di conseguenza rientrerebbe a pieno titolo in un’attività imprenditoriale e nella relativa incompatibilità.

A mio avviso è quindi necessario che il DS sappia con certezza il tipo di attività che andrà a svolgere il dipendente per poterne valutare la effettiva compatibilità o meno con lo status di docente ad orario pieno.

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