Graduatoria interna: esclusione dalla graduatoria per assistenza alla sorella. Chiarimenti per la scuola

Scuola – Buongiorno la presente per chiedervi gentilmente una consulenza sull’esclusone di un  docente dalla  graduatoria interna: Art. 7 esclusione dalle graduatorie interne  capo V. Un docente usufruisce dei benefici della Legge 104/92 per la sorella la quale è senza genitori e il  coniuge  non è grado di assisterla. Tale docente ha diritto di essere escluso dalla graduatoria interna?  Si precisa che il predetto ha presentato la domanda di trasferimento per il comune dove risiede sia lui che la sorella. La normativa dice che sei escluso dalla graduatoria se convivi con la  sorella. (convivenza si intende che hai la residenza oppure se convivi solo di fatto?) Si precisa, altresì, che il predetto docente non ha la tutela legale.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

l’art 7/2 del CCNI dispone che i docenti ed il personale A.T.A., beneficiari delle precedenze previste ai punti I), III), V) e VII) di cui al comma 1 del presente articolo e riconosciute alle condizioni ivi indicate, non sono inseriti nella graduatoria d’istituto per l’identificazione dei perdenti posto da trasferire d’ufficio.

Tra le condizioni del  punto V e in particolar modo per l’assistenza al fratello da parte della sorella, è indicato che qualora entrambi i genitori siano impossibilitati a provvedere all’assistenza del figlio disabile grave perché totalmente inabili, viene riconosciuta la precedenza, alla stregua della scomparsa di entrambi i genitori, anche ad uno dei fratelli o delle sorelle, in grado di prestare assistenza, conviventi di soggetto disabile in situazione di gravità.

Pertanto Il fratello che assiste la sorella (o viceversa) per fruire dell’esclusione della graduatoria deve comprovare la convivenza con quest’ultima;

inoltre può essere escluso dalla graduatoria solo in quanto i genitori sono scomparsi o impossibilitati ad occuparsi del figlio disabile perché totalmente inabili (sentenza della Corte Costituzionale n. 233/2005).

Per ciò che riguarda il concetto di convivenza dovete attenrvi a quanto indicato nella nota 8 dello stesso punto V:

Si riconduce il concetto di convivenza a tutte le situazioni in cui sia il disabile che il soggetto che lo assiste abbiano la residenza nello stesso comune, riferita allo stesso indirizzo: stesso numero civico anche se interni diversi (Circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, 18 febbraio 2010, prot. 3884).

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