Graduatorie Permanenti ATA: è possibile continuare a lavorare nella vecchia provincia di depennamento?

Gentilissima Lalla mi sono depennata dalla graduatoria permanente (ATA) di Salerno per inserirmi in terza fascia a Milano per poi inserirmi in prima. Dopo tre anni ho preso una supplenza come assistente amministrativo  di 12 ore nella provincia di Salerno fino al 27/05/2015 prima che uscissero le graduatorie definitive di Milano.; ora mi chiedo devo lasciare la supplenza per andare a MIlano o restare qui fino alla durata del contratto?

di Giovanni Calandrino – Gentilissima, il D.M. n 717 del 5 settembre 2014 afferma all’art. 2 comma 6 “L’istanza di depennamento determinerà la cancellazione, a partire dal 1° settembre dell’anno scolastico 2014/15, dalle graduatorie provinciali permanenti o dagli elenchi provinciali ad esaurimento o dalle graduatorie provinciali ad esaurimento di collaboratore scolastico e da quelle correlate di circolo e di istituto relative a tutti i profili professionali richiesti e di precedente inclusione nella provincia in cui è stato richiesto il depennamento”.

Dunque, il decreto parla di cancellazione a partire dal 1° settembre 2014/15, ma la nota 1256 del 21 febbraio 2012 precisa con riferimento, poi, alla nota 9319 del 14.11.2011, in particolare alla voce “Domanda di depennamento” si precisa che la frase “… fino alla data di conferma di iscrizione nella graduatoria di terza fascia nella nuova provincia” va intesa “… fino alla data di approvazione della graduatoria definitiva di terza fascia nella nuova provincia”.

Quindi, per i motivi appena enunciati, lei in questo momento non dovrebbe essere ancora in servizio su nomina da graduatorie permanenti, considerata la pubblicazione definitiva delle graduatorie di circolo e di istituto di III fascia e la sua istanza di depennamento delle suddette graduatorie.

Esiste inoltre una sentenza emessa dal Tribunale di Chieti la n. 167 del 2014, dove si pronuncia l’illegittimità sulla revoca del contratto: “il Ministero non poteva procedere alla risoluzione unilaterale del contratto, tanto più che tale risoluzione non è stata minimamente motivata né comunicata al ricorrente”.

Nel rapporto di lavoro dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni di cui al D.lgs. n.165 del 2001, art.2, non è ammissibile che il datore di lavoro pubblico possa sciogliere unilateralmente un contratto non essendovi alcuna norma che gli attribuisca un siffatto potere.

Pertanto è un suo diritto continuare a lavorare nella vecchia provincia di depennamento.

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