Mobilità: blocco dei tre anni e assistenza al genitore: non è richiesta la convivenza con il disabile

Francesca – Sono una neoimmessa in ruolo della scuola primaria. Ho presentato domanda di mobilità interprovinciale per la provincia di Napoli, perchè sono figlia referente unica per assistere mia madre disabile con Legge 104/92 (con connotazione di gravità per impedite capacità motorie permanenti). Ho presentato tutta la documentazione necessaria (comprese le autocertificazioni dei miei fratelli per la rinuncia all’assistenza per motivi personali di salute)La domanda mi è stata annullata perché non risulto convivente con il disabile:la medesima residenza con il disabile è condizione necessaria e sufficiente affinchè possa essere accettata la mia domanda di mobilità interprovinciale? se si, potrei sapere la norma in cui è specificato?

Paolo Pizzo – Gentilissima Francesca,

l’arrt. 7/1 punto V precisa che l’assistenza al genitore è riconosciuta a condizione di dimostrare, da parte di ciascun altro figlio di effettuare l’assistenza al genitore disabile in situazione di gravità per ragioni esclusivamente oggettive, documentate con autodichiarazione, tali da non consentire l’effettiva assistenza nel corso dell’anno scolastico. L’autodichiarazione rilasciata dagli altri figli non è necessaria laddove il figlio richiedente la precedenza in qualità di referente unico, sia anche l’unico figlio convivente con il genitore disabile. Tale situazione di convivenza deve essere documentata dall’interessato con dichiarazione personale sotto la propria responsabilità, redatta ai sensi delle disposizioni contenute nel D.P.R. 28.12.2000, n. 445 e successive modifiche ed integrazioni .

Si legge quindi chiaramente (e l’UST dovrebbe leggere bene…) che la convivenza con il disabile non è una condizione necessaria per far sì che sia riconosciuta l’assistenza. Infatti, la convivenza è presa in causa solo per dire che se si hanno altri fratelli o sorelle ma si è gli unici a convivere con il disabile, allora non c’è bisogno che gli altri familiari dimostrino di non poterlo assistere. Se invece, sempre in presenza di altri familiari, non si è gli unici a convivere con il disabile o non si convive proprio con esso, allora bisogna che gli altri familiari dimostrino di non poterlo assistere.

Pertanto la tua domanda potrà essere ritenuta non valida in merito all’assistenza al disabile non perché non convivi con quest’ultimo, ma solo se le autocertificazioni degli altri familiari non sono ritenute sufficienti.

Dovrai quindi fare reclamo.

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