Congedo biennale e “scorrimento” della parentela a favore della nuora. Chiarimenti per il Dirigente

Dirigente Scolastico – Quesito: se, data la disabilità grave di entrambi i genitori e  la presenza di un figlio convivente affetto da cardiopatia ischemica e con una conseguente e riconosciuta invalidità al 50%, possa “scattare”  in favore della nuora, moglie del figlio convivente, il diritto ad usufruire del Congedo straordinario biennale di assistenza ad uno dei genitori (suoceri) disabili.

Paolo Pizzo – Gentilissimo Dirigente,

affinché ci possa essere lo “scorrimento” di parentela in favore della nuora il primo requisito che bisogna considerare è la convivenza di quest’ultima con la suocera.

A differenza della fruizione dei permessi, infatti, e pur considerando la possibilità dello “scorrimento” della parentale a determinate condizioni (mancanza o patologie invalidanti degli altri familiari legittimati), non si può prescindere dal requisito della convivenza.

Accertato questo, le patologie invalidanti da prendere a riferimento sono quelle indicate dall’articolo 2, comma 1, lettera d), numeri 1, 2 e 3 del Decreto Interministeriale n. 278 del 21 luglio 2000 che  sono:

  • le patologie acute o croniche che determinano permanente riduzione o perdita dell’autonomia personale, ivi incluse le affezioni croniche di natura congenita, reumatica, neoplastica, infettiva, dismetabolica, post-traumatica, neurologica, neuromuscolare, psichiatrica, derivanti da dipendenze, a carattere evolutivo o soggette a riacutizzazioni periodiche;
  • le patologie acute o croniche che richiedono assistenza continuativa o frequenti monitoraggi clinici, ematochimici e strumentali;
  • le patologie acute o croniche che richiedono la partecipazione attiva del familiare nel trattamento sanitario.

A parere di scrive quella indicata nel quesito potrebbe rientrare a tutti gli effetti nei punti sopra indicati in quanto è una patologia cardiaca che richiede sicuramente frequenti monitoraggi e comunque è accompagnata da un’invalidità al 50%, sintomo dell’invalidità che la stessa patologia causa.

Il tutto potrà essere ovviamente verificato dalla lettura della certificazione che produrrà il dipendente.

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