Graduatorie III FASCIA ATA: è possibile fare ricorso per il riconoscimento del servizio civile?

Lucia – Le scrivo per mio fratello, inserito nelle graduatorie di istituto di 3° fascia Ata. Gli era stata assegnata una supplenza fino al 30 giugno 2015 ma, in seguito al controllo delle dichiarazione rese la scuola di servizio (non la prima ma la seconda!) non gli ha considerato valido il punteggio di 0,60 relativo al servizio civile prestato nel 2008 e di conseguenza ha perso la supplenza. Aggiungo che ha svolto il servizio militare obbligatorio nel 2003 come obiettore di coscienza che gli è stato riconosciuto.Mi son documentata e da quel che ho letto mi sembra di aver capito che la mancata valutazione del servizio civile svolto dopo il 2005 è dovuto ad un’errata interpretazione del Miur dal momento che il D.Lgs. 5-4-2002 n. 77 afferma espressamente che il “Il periodo di servizio civile effettivamente prestato, salvo quanto previsto dal comma 4, è valutato nei pubblici concorsi con le stesse modalità e lo stesso valore del servizio prestato presso enti pubblici.”.

Inoltre nel Decreto per l’indizione dei concorsi per soli titoli Ata appena pubblicato viene finalmente riconosciuto in coerenza con la suddetta Legge.

Secondo Lei, in caso di ricorso, avrebbe speranza di vedersi riconosciuto quel servizio nonostante il punteggio attribuitegli del servizio militare obbligatorio?

E entro quanti giorni dal decreto di rettifica del punteggio deve farlo? A me sembra una grossa ingiustizia anche perchè con quel 0,60 in più tornerebbe al suo posto e forse anche per i prossimi due anni.Le chiedo ancora dal momento che il controllo non è stato tempestivo ossia è stato fatto dalla seconda scuola di servizio, posso chiedere il riconoscimento giuridico del servizio prestato?

Scusi per il disturbo e spero mi risponda presto

di Giovanni Calandrino – Gentilissima Lucia, la risposta al quesito sulla mancata convalida del punteggio alla prima supplenza con la conseguente richiesta di riconoscimento giuridico del servizio prestato con errato punteggio, la trova nei seguenti link:

Graduatorie III Fascia ATA: a chi spettano i controlli sulla validità della domanda?

Graduatorie III fascia ATA: supplenza con punteggio errato, quanto vale il servizio prestato?

Per quanto riguarda l’ipotesi di ricorso per il riconoscimento del punteggio del servizio civile, a parere dello scrivente, potrebbe essere una strada percorribile con ottime probabilità di successo, per i seguenti motivi:

Il servizio civile volontario per quanto non si instauri un rapporto di lavoro (cosa che lo fa ritenere erroneamente non valutabile dal MIUR, in III fascia ATA), va considerato come il servizio militare volontario. Infatti, il comma 8 dell’art. 9 del Dlgs 77/02 (come modificato dall’ art, 6-quinquies dalla legge 43/2005) equipara quel servizio a quello del personale militare volontario in ferma annuale: f) il comma 8 dell’articolo 9 è sostituito dal seguente: 8. Al termine del periodo di servizio civile, compiuto senza demerito, l’Ufficio nazionale per il servizio civile o le regioni o le province autonome di Trento e di Bolzano, per quanto di rispettiva competenza, rilasciano ai volontari un apposito attestato da cui risulta l’effettuazione del servizio civile. “I titolari di tale attestato sono equiparati al personale militare volontario in ferma annuale”. Si ricorda che “Il servizio militare in ferma volontaria è da valutare come servizio prestato alle dirette dipendenze di Amministrazioni Statali”.

Inoltre, considerata anche la recente nota del MIUR in occasione dell’aggiornamento/inserimento delle graduatorie permanenti ATA (nota prot. n. 8151 del 13.03.2015), dove si riconosce e si valuta correttamente ai fini del punteggio il Servizio Civile svolto anche dopo l’abolizione dell’obbligo di leva, in coerenza con quanto disposto dall’art. 13, comma 2, del decreto legislativo 77/2002.

Pertanto per i motivi appena enunciati, un ricorso potrebbe avere esito favorevole, anche se la decisione finale spetta unicamente a lei.

Naturalmente per procedere con l’attivazione di conciliazione facoltativa ed eventualmente con ricorso al giudice, le consiglio di rivolgerti a un sindacato.

Le ricordo che, il tentativo di conciliazione da obbligatorio diventa facoltativo. Inizialmente, infatti, era obbligatorio il passaggio innanzi alla commissione di conciliazione prima di poter ricorrere al giudice. Con la nuova normativa, il tentativo di conciliazione diventa facoltativo.

Conciliazione facoltativa, i tempi e modalità:

In caso di

  1. rifiuto a comparire o in caso di fallimento della conciliazione, i tempi per il ricorso in giudizio si riducono da 270 a 60 giorni;
  2. se la controparte accetta la conciliazione, entro 20 giorni deve presentare una memoria scritta di

difesa contenente le proprie ragioni. Se le parti nel corso della conciliazione non trovano un accordo, la commissione deve formulare e verbalizzare una proposta di conciliazione. Il giudice è tenuto a tenerne conto in fase di stesura della sentenza.

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