Congedo biennale: non è prevista la rinuncia del coniuge in favore di altro familiare

Franca  – Sono insegnante di sostegno alle superiori. Ho una sorella con la certificazione di handicap grave art 3 comma 3 legge 104/92 ,in quanto affetta da sclerosi multipla, coniugata . Ha il marito convivente ma residente in altra città, disoccupato, con un figlio naturale di un anno riconosciuto. Mia sorella non deambula e il marito deve accudire il figlio minore. Nostro padre di 80 anni affetto da ictus e altri gravi patologie non può accudire la figlia invalida. Chiedo se se posso usufruire del  congedo retribuito  di due anni previsto dall’articolo 42, comma 5, del Decreto Legislativo n. 151 del 26 marzo 2001 e dalla legge 104/92, nel caso di rinuncia del coniuge , impegnandomi a trasferire  la residenza nella  città e nello stesso stabile e condominio  in cui risiede mi sorella .Ringrazio anticipatamente e porgo cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima Franca,

il congedo biennale può  essere riconosciuto al familiare o affine entro il terzo grado convivente del disabile in situazione di gravità, in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti degli altri soggetti individuati dalla norma, secondo il seguente ordine di priorità:

  1. il coniuge convivente della persona disabile in situazione di gravità;
  2. il padre o la madre, anche adottivi o affidatari, della persona disabile in situazione di gravità, in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente;
  3. uno dei figli conviventi della persona disabile in situazione di gravità, nel caso in cui il coniuge convivente ed entrambi i genitori del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  4. uno dei fratelli o sorelle conviventi della persona disabile in situazione di gravità nel caso in cui il coniuge convivente, entrambi i genitori ed i figli conviventi del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  5. un parente o affine entro il terzo grado convivente della persona disabile in situazione di gravità nel caso in cui il coniuge convivente, entrambi i  genitori, i figli conviventi e i fratelli o sorelle conviventi siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti.

L’ordine dei soggetti possibili beneficiari è stato indicato direttamente ed espressamente dalla legge, la quale ha pure stabilito le condizioni in cui si può “scorrere” in favore del legittimato di ordine successivo, tale ordine non è derogabile.

Pertanto per l’individuazione dei legittimati non pare possibile accogliere dichiarazioni di rinuncia alla fruizione al fine di far “scattare” la legittimazione del soggetto successivo, né dare rilievo a situazioni di fatto o di diritto che non siano state esplicitamente considerate nella norma (come, ad esempio, la circostanza che il coniuge convivente sia lavoratore autonomo o imprenditore).

Stando quindi al tenore letterale della norma non potrai fruire del congedo neanche in presenza di una esplicita rinuncia da parte di tuo cognato che è il primo soggetto legittimato considerato dalla norma.

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