Aspettativa per motivi di famiglia. I 6 mesi in più.

Benedetta  – sono un’insegnante di sostegno con contratto a tempo indeterminato. Il 01/09/ 2014 ho preso un’aspettativa per motivi familiari per ricongiungimento al coniuge (mio marito è assunto a Londra, settore privato) che è durata 10 mesi continuativi (dovrei rientrare in servizio il 16 luglio p.v.). La domanda è: POSSO CHIEDERE PIU’ DI UN ANNO DI ASPETTATIVA? Ho letto da qualche parte che “per gravi motivi può essere concesso un ulteriore periodo di sei mesi di aspettativa, sempre su richiesta del dipendente”.  Tenga presente che i miei due figli (entrambi minorenni) frequentano scuole inglesi. Grazie per la sua cortesia e per il suo tempo.

Paolo Pizzo – Gentilissima Benedetta,

l’aspettativa per motivi di famiglia, personali e di studio può essere richiesta senza soluzione di continuità o per periodi frazionati.

  • Se fruita senza soluzione di continuità, non può avere una durata superiore a 12 mesi.
  • Se fruita per periodi spezzettati o frazionati non può superare in ogni caso, nell’arco temporale di un quinquennio, la durata massima di due anni e mezzo (30 mesi).

Agli effetti della determinazione del limite massimo dei 12 mesi due periodi di aspettativa si sommano quando tra essi non interceda un periodo di servizio attivo superiore a sei mesi.

Pertanto, nel caso di cui al quesito, è possibile fruire dell’aspettativa anche in modo frazionato tenendo però presente che due aspettative inferiori all’anno si considerano un unico periodo se il periodo di lavoro tra essi non supera i 6 mesi.

Puoi quindi fruire ancora di 2 mesi fino al raggiungimento dei 12 previsti.

L’art. 70 del d.P.R. 3/1957 dispone anche una deroga chiarendo che per motivi di particolare gravità l’Amministrazione può consentire al dipendente, che abbia raggiunto i limiti previsti e ne faccia richiesta, un ulteriore periodo di aspettativa senza assegni di durata non superiore a sei mesi.

Giova però ricordare che chi aspira ad ottenere l’aspettativa per motivi di famiglia deve presentare motivata domanda, sulla quale l’Amministrazione deve provvedere entro un mese, avendo facoltà, per ragioni di servizio da enunciarsi nel provvedimento, di respingere la domanda, di ritardarne l’accoglimento e di ridurre la durata dell’aspettativa richiesta.

Pertanto la valutazione della domanda dipende sempre dalle esigenze di servizio dell’Amministrazione.

Per gli ulteriori 6 mesi ancor di più viene evidenziato questo concetto in quanto l’art citato dispone che ll’Amministrazione “può consentire”….chiarendo che ciò però avviene per “motivi di particolare gravità”..

Non esistendo comunque una particolare casistica dei motivi particolarmente gravi ne dovrai parlare con un certo anticipo con il dirigente scolastico.

 

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