Graduatorie di istituto e inserimento abilitati. Una riflessione

Rosaria – Gentile redazione, vorrei far presente ai colleghi che si lamentano delle modalità di apertura delle finestre per l’inserimento di abilitati in seconda fascia, che possono considerare già una fortuna avere la possibilità di inserirsi e, pare addirittura, a pettine e non in coda.

Noi abilitati TFA primo ciclo, attivato dopo anni di sospensione delle SISS, non solo abbiamo dovuto attendere il decreto per l’attivazione dei TFA e quindi avere finalmente dopo anni la possibilità di abilitarci, ma, una volta conseguita l’abilitazione, nell’Anno

Accademico 2011/2012, ma effettivamente conseguita nel 2013, non ci è stata aperta alcuna finestra e per tutto l’anno scolastico 2013-2014, siamo rimasti iscritti in terza fascia, perdendo la possibilità di sfruttare un titolo, costato caro, in termini economici e di sacrifici, dopo avere superato tre prove ministeriali, preselettiva, scritto e orale, seguito 14 corsi universitari e svolto una tesi, con approfondimento scientifico di 200 pagine, su didattica, pedagogia etc, anche sui BES e sui DSA, quanto, cioè, avevamo imparato durante il tirocinio previsto e svolto a scuola e durante il corso.

Abbiamo quindi dovuto aspettare, come tutti, che si riaprissero le Graduatorie nel Giugno 2014, per aggiornare finalmente il nostro punteggio ed essere inseriti nella seconda fascia delle graduatorie di istituto.

Ora, restiamo esclusi, non solo dal piano di assunzioni, ma non ci è data neanche la possibilità di entrare in una fascia aggiuntiva, in coda ai colleghi della Graduatoria ad esaurimento. Di ingiustizie, da qualunque parte la si consideri, la riforma ne elargisce a tutti.

Lalla – gent.ma Rosaria, spero accetterai di buon grado la mia risposta, che vuole semplicemente essere una riflessione.

Innanzitutto, se è stato commesso un errore con il I ciclo TFA (e a mio ed anche a tuo parere è stato commesso) non vuol dire che esso debba essere ripetuto, non trovi? Pertanto per me è una buona notizia che il Ministero abbia sanato tale errore, implicitamente ammettendo l’evidente colpevolezza.

Pertanto, il non vi lamentate perchè a noi è andata peggio, non può essere condiviso. I colleghi non sono “graziati”, per fortuna la normativa si evolve e per una volta ha posto un principio corretto: l’abilitazione deve prevalere sul titolo di studio, sia nello scorrimento delle graduatorie che  nell’eventuale assegnazione di una supplenza tramite domanda di messa a disposizione.

Nelle modalità apposite. Il dm n. 326 del 3 giugno 2014 dispone l’inserimento degli abilitati in un elenco aggiuntivo e non a pettine, rispettando in tal modo l’anno di iscrizione. Coloro che si inseriranno nelle successive finestre creeeranno degli ulteriori elenchi, ognuno in coda all’altro, fino all’aggiornamento del 2017.

Vi è poi il problema della scelta della provincia, ex novo per chi non si  è inserito in graduatoria lo scorso anno, a fronte di chi invece passa da III a II fascia ma non può modificare la provincia (almeno così sembra di capire).

Se ciò sia corretto probabilmente ancora una volta lo stabiliranno i tribunali amministrativi, dato che il dm 253/2014, con il quale il Ministero decise le finestre semestrali non diceva nulla a tal proposito.

Nè tale situazione – di carattere amminstrativo – può essere messa in relazione con la problematica delle modalità di accesso al ruolo per gli abilitati della II fascia delle graduatorie di istituto, che è invece di natura politica. Pertanto, aspetti diversi, ma nel secondo anche gli abilitandi 2015 sono comunque coinvolti.

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