Mobilità: precedenza assistenza 104/92 e dichiarazione degli altri fratelli. Chiarimenti per la scuola

Scuola – Buongiorno la presente per chiedervi gentilmente una consulenza sul problema di seguito indicato: Una docente in servizio presso il ns. Istituto ha presentato una richiesta di accesso agli atti amministrativi  per esaminare tutta la documentazione concernente un suo collega che usufruisce dei benefici della legge 104/92 per assistenza alla propria madre convivente. La docente ottenuta l’autorizzazione ad esaminare tale documentazione dal contro interessato ha rilevato che il docente fruitore dei benefici di legge non ha allegato  alla dichiarazione personale per usufruire della precedenza art. 33 commi 5 e 7 Legge 104/92 (dichiarazione da allegare alla domanda di mobilità dove richiede il comune di ricongiungimento del disabile), la dichiarazione dei fratelli e sorelle che dichiarano che non sono in grado di effettuare l’assistenza per ragioni esclusivamente oggettive. Infatti il docente fruitore dei benefici ha dichiarato nella sopra dichiarazione di essere  l’unico figlio del soggetto disabile  in grado di prestare l’assistenza in quanto altri fratelli e sorelle  non sono in grado di effettuare tale assistenza. Il nostro quesito è questo:  è proprio necessaria la dichiarazione degli altri fratelli e sorelle oppure è valida la dichiarazione del docente fruitore dei benefici che dichiara sotto la propria responsabilità di essere l’unico figlio  in grado di prestare assistenza alla propria mamma?. Dall’Ufficio Scolastico Provinciale competente non è pervenuta nessuna richiesta di integrazione  alla domanda di mobilità presentata dall’interessato. Pertanto pensiamo che non sia necessaria. Tale quesito viene posto anche per eventuali richieste di beneficiari che intendono usufruire dei tre giorni di permesso mensili per assistenza ai famigliari disabili. Per ultimo chiediamo se un docente che usufruisce dei benefici della Legge 104/92 non convivente, ma risiede nello stesso comune, pur avendo sempre fatto domanda di trasferimento per il comune di ricongiungimento al disabile ha diritto ad essere escluso dalla graduatoria interna di istituto?

Paolo Pizzo  – Gentile scuola,

  1. Convivenza con il disabile e precedenza trasferimento

Il punto V dell’art 7 del CCNI mobilità dispone che In caso di figlio che assiste un genitore in qualità di referente unico, la precedenza viene riconosciuta in presenza di tutte le sottoelencate condizioni:

– documentata impossibilità del coniuge di provvedere all’assistenza per motivi oggettivi;

– impossibilità, da parte di ciascun altro figlio di effettuare l’assistenza al genitore disabile in situazione di gravità per ragioni esclusivamente oggettive, documentate con autodichiarazione, tali da non consentire l’effettiva assistenza nel corso dell’anno scolastico. L’autodichiarazione rilasciata dagli altri figli non è necessaria laddove il figlio richiedente la precedenza in qualità di referente unico, sia anche l’unico figlio convivente con il genitore disabile. Tale situazione di convivenza deve essere documentata dall’interessato con dichiarazione personale sotto la propria responsabilità, redatta ai sensi delle disposizioni contenute nel D.P.R. 28.12.2000, n. 445 e successive modifiche ed integrazioni.

– essere anche l’unico figlio che ha chiesto di fruire per l’intero anno scolastico in cui si presenta la domanda di mobilità, dei 3 giorni di permesso retribuito mensile per l’assistenza (9) ovvero del congedo straordinario ai sensi dell’art. 42 comma 5 del D.L.vo 151/2001.

In assenza anche di una sola delle suddette condizioni per il figlio referente unico che assiste un genitore in presenza di coniuge o di altri figli, la precedenza nella mobilità provinciale prevista dalla L. 104/92 potrà essere fruita esclusivamente nelle operazioni di mobilità annuale (assegnazione provvisoria).

Dalla lettura del punto è chiaro quindi che se il dipendente richiedente la precedenza è l’unico figlio convivente con il genitore (dal quesito si presume che l’altro genitore non sia più in vita) non deve presentare la dichiarazione di eventuali altri fratelli o sorelle a meno che, ovviamente, anche questi non convivano con il genitore.

Pertanto se lui è l’unico convivente con il genitore allora le autodichiarazione degli altri fratelli non sono dovute. Se però gli altri fratelli anch’essi convivono con il genitore, allora lui non è più l’”unico” convivente e di conseguenza bisogna presentare dette autodichiarazioni.

  1. Permessi 104/92

Le autodichiarazioni e la convivenza non sono indicati dalla legge 104/92 per la fruizione dei relativi permessi. È una deroga che impone solo il CCNI per i trasferimenti e quello per le assegnazioni provvisorie. Pertanto ai fini della fruizione dei permessi non sono richieste rinunce di altri familiari.

  1. Graduatoria interna di istituto

La risposta è positiva.

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